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Le Iene Elettroniche

Le iene elettroniche

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Category: libro

Ramon Espejo è un minatore sudamericano che per sopravvivere ha accettato di trasferirsi su un nuovo pianeta per svolgere il faticoso lavoro di ricercatore minerario su direttive di alieni traslucidi. Qui Ramon svolge la sua vita dissoluta fatta di orgoglio indios, rabbia repressa e violenza palese.
Una sera sfortunata, spinto dall’abitudine nell’assecondare i propri istinti, Ramon si trova ad uccidere uno straniero e pertanto è costretto a fuggire. Coglie l’occasione per andare il più lontano possbile in una zona ancora non esplorata sperando di trovare una vena mineraria che possa farlo ricco.
Qui nella solitudine trava un po’ di pace e calma ma soprattutto si rende conto da cosa non può fuggire.

Il libro è interessante e presenta una esposizione asciutta e abbastanza essenziale sebbene riesca ad essere sempre puntuale nel rappresentare paure, speranze rabbie e violenze del protagonista.
Un libro, forse anche grazie alla sua lnghezza non eccessiva, che con una freschezza gratificante tocca gli argomenti classici come l’identità, lo scopo e l’altro.
Leggibile

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Notebook Italia

Scritto da Laura Benedetti | sabato 19 settembre 2009
Google stampa 2 milioni di libriSi chiama Espresso Book Machine ed è la nuova soluzione di Google per rendere accessibili e stampabili circa 2 milioni di libri. Un libro di 300 pagine sarà stampato in 5 minuti!

Dopo settimane di polemiche sulla violazione di copyright e blocchi sui documenti pubblicati, Google lancia oggi Espresso Book Machine, una macchina appunto capace di stampare un libro di circa 300 pagine in pochissimi minuti. L’azienda di Mountain View ha stretto un accordo per stampare oltre 2 milioni di titoli appartenenti alla sua enorme biblioteca virtuale, realizzata negli ultimi cinque anni scannerizzando milioni di libri, dai classici ai saggi.

Espresso Book Machine rappresenta forse un passo indietro per Google o semplicemente una riflessione sull’importanza dei libri cartacei per il pubblico, nonostante l’invasione di eBook Reader e di informazione online. Non sappiamo al momento se tutti i libri, comprese alcune copie rarissime conservate in biblioteche prestigiose, potranno essere accessibili e quindi stampabili dagli utenti. Certa è invece la stampa di tutti i libri pubblicati prima del 1923, quindi sprotetti da copyright, tra cui Moby Dick. Ma come avviene la stampa? Le macchine “Espresso” sono costruite e prodotte da On Demand Books di New York e disponibili solo in biblioteche ed università di alcuni Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Australia, Inghilterra ed Egitto.

Ogni dispositivo Espresso costa 100.000 dollari e la società ne consente l’affitto. La libreria di Harvard sarà il primo rivenditore ufficiale per l’accesso ai libri di Google. Gli utenti potranno acquistare i volumi ad un prezzo consigliato di 8 dollari (ma il rivenditore avrà piena libertà nel stabilire il prezzo di vendita), mentre On Demand Books e Google riceveranno 1 dollaro per libro venduto. Il proventi dell’azienda di Mountain View saranno devoluti in beneficienza.

Se l’iniziativa sarà ben accettata dal pubblico e dalle Autorità garanti, Google potrebbe estendere il progetto ad altri milioni di libri. La concorrenza intanto si fa sentire, tanto che Microsoft, Sony e Amazon si oppongono energicamente a Google, consapevoli che questa mossa non solo darà potete a Big G! ma anche informazioni

La città dei poeti è il primo di una quedrilogia ad opera di Daniel Abraham.
L’idea da cui parte è molto originale: gli “andat” sono una sorta di dei che possono fare ogni cosa; tuttavia per riuscire a utilizzarli un un modo profiquo occorre incanalarli, cristallizzarli attraverso la poesia che è sostanza e forma al tempo stesso.
Sicché i poeti, coloro che hanno questo potere-conoscenza sono molto importanti all’nterno della società e i commerci, in ragione delle abilità degli andat, cosi si trovano concentrati in poche città.

Quasi tutta la storia si muove nei bassifondi, per ora, di una delle principali città commerciali e i protagonisti sembrano persone abbastanza comuni con proprie aspirazione e desideri comuni, ma è proprio questa normalità su uno sfondo così “mistico” in cui si può essere a contatto con gli dei, che a loro volta non sono inarrivabili, che dà sale e sapore alla storia.
Per la verità la storia non è l’emblema del nuovo e del mai visto, ma è molto piacevole e permette di seguirla con gusto anche laddove è prevedibile; ma il fatto di sapere che dopo la pietanza che si sta mangiando ci sia il dolce non toglie il piacere né alla prima né al secondo.

Il libro è piacevole e in alcuni tratti molto intrigante, speriamo nel proseguio.
Cautamente consigliato.

Una Barcelona gotica e misteriosa, il fascino dei libri e la storia di uno scrittore maledetto,
una scrittura godibile e dal fascino ben noto ai lettori che hanno imparato ad amarla ne L’Ombra del Vento.

Questi, in sintesi, i pregi del romanzo di Carlos Ruiz Zafon, che,
quasi come si legge sui foglietti illustrativi dei medicinali, ha una posologia ben precisa:
va letto tutto d’un fiato!

E questo risulta facile per le prime 400 pagine: la trama si si sviluppa pian piano e il pathos cresce man mano che si procede. Velocemente, invece, si impara ad amare il protagonista David, la libreria di Sempere che già aveva vividamente popolato le pagine de L’Ombra del Vento, le Ramblas e il barrio Montjuic. Si spera, con David, che i suoi sogni si avverino, si sospetta, si corre, si cambia, ci si innamora, si soffre e si indaga.

Poi, all’improvviso, la storia si arrotola su se stessa.
Non una spiegazione razionale per la piega che prendono gli eventi, non un motivo plausibile per
spiegare cio’ che accade e perche’ accade.. che dire? Leggete ma fermatevi a pag xxx? Non leggete? Leggete e accontentatevi del finale? Oppure riscrivete il vostro cercando di trattenere il fiato come durante la prima parte del romanzo? , nostro parere, va letto e assaporato e poi, una volta arrivati alla fine, reinventato, à la façon de Ruiz Zafon prima maniera. Buona lettura!

Nicolai Lilin di origine sberiana nasce e cresce in Transnistria regione moldava nella quale la sua famiglia venne deportata negli anni ‘30,
Qui si svolge la sua infanzia e gli insegnamenti per diventare un “cirminale onesto”.
Il contesto in cui si inserisce tale educazione è palesemente e vividamente diverso da quello consono e consueto a noi, o almeno a me. Tanto che leggere come l’autore è diventato un “criminale onesto” conforme alla tradizione siberiana da lui citata trasmette la medesima sensazione che i prova da ragazzi a leggere Salgari.
Tuattavia, adentrandosi nella lettura, emerge cruentemente la realtà del racconto e l’ossimoro cui sono instradati a vivere. Emerge come nonostante la razionalità di certe tradizioni o comportamenti la violenza sia accettata e ripudiata allo stesso tempo.

Faccio fatica a condividere, e ovviamente non sono tenuto a farlo, certi comportamenti e certi punti di vista, ma è sicuramente illuminante vedere come vengono vissute la legge, le tradizioni, le responsabilità, ecc. da una cultura che si discosta molto dalla mia.

L’autore che ora vive in Italia scrive direttamente in italiano sicchè nel testo ci sono molte “impurità” linguistiche di cui però non mi lamenterò grazie comunque alla freschezza del racconto, alla lealtà della narrazione e alla semplicità con cui vengono afferte a l lettore.

Un libro affascinante che mi ha permesso di vedere uno scorcio di una vita aliena a quanto considero normale, un libro che cattura e aiuta a riflettere sulle diversità e sul significato delle tradizioni.

Convintamente consigliato

Flash CS4 introduce un’interfaccia utente nuova e ottimizzata, insieme ad avanzati strumenti di elaborazione video. Grazie all’eccezionale integrazione con le applicazioni correlate, per esempio Photoshop, Dreamweaver e Illustrator, è possibile implementare un flusso di lavoro rapido ed efficiente. Flash è usato in diversi ambiti: dalla creazione di pubblicità dinamiche per il Web alla realizzazione di filmati interattivi, dai videogiochi distribuibili su Internet fino ai cortometraggi d’autore e lo sviluppo di contenuti animati per cellulari. Questo libro, dopo una rapida ma completa carrellata sull’interfaccia e gli aspetti basilari del software, focalizza l’attenzione sulle funzionalità più avanzate. Numerosi tutorial guidano il lettore verso l’apprendimento di tecniche professionali applicabili in maniera trasversale per Internet, TV e cellulari.

Il grande David Eddings assieme alla moglie Leigh ha inizato una nuova saga cosidetta “dei sognatori”.

Purtroppo però lo smalto che contraddistingueva il nostro veterano autore evidentemente si è affievolita se non estinta. Infatti se nelle sue saghe più famose (Belgariad e Mallorean nonché Eleni e Tamuli) sebbene qualche personaggio potese sembrare stereotipato comunque riusciva manteneva una originalità nell’ambientazione e nei dialoghi che rinfrescava la lettura, qui invece si assapora un clima a mio parere già consueto quasi polveroso.

La novità forse è solo nei nomi dei personaggi poiché professioni e attitudini rimangono le medesime, anche i dialoghi sono assolutamente prevedibili e oramai il canone del “mostra” non “raccontare” della letteratura sfuma in un fasidioso ed eccessivo compiacimento. In poche parole ci si stufa spesso di vedere sogghignare personaggi a battute vecchie, stereotipate (anche in base alla nazione di appartenenza) e logore ma soprattutto non divertenti. non si capisce perché i presenti dovrebbero ridere o sogghignare.

Ulteriormente tutti i passaggi sono sempre gli stessi e lo sviluppo della trama sempre il medesimo, sempre lo stesso iter e gli stessi stupori che sanno un po’ falso.

Tristmente questo autore, che per la verità mi era piaciuto ne “La Redenzione di Althalus”, in peggiora sempre più. Rimane una lettura senzasoddisfazione.
L’ironia e le risate che caratterizzava i primi romanzi (e cicli) e la loro lettura è riamsta tutta in essi.

Ammetto che acquisterò il prossimo libro di questo ciclo, ma è soltanto una sorta di compulsione, alla collezione, una manifestazione di affetto e stima per un autore che non  più quello che mi piacerebbe che fosse e che so che era. Ma spero in una “redenzione”.

Ci sono libri migliori e più originali. Evitate.
 prossimo

Il raccoglitore di anime di Alan Campbell si presenta come un rilegato (almeno nella versione che ho io) con un’ottima copertina che evoca alcuni passaggi della narrazione. Anche la qualità della carta è promettente. Mi ricorda la carta del libro “La storia infinita” rilegata con le parti in diversi colori in base al protagonista.

Infatti anche in questo libro la storia si dipana su almeno tre figure principali: un uomo che vuile vendicare la figlia, un arconte imbelle e la sua istruttrice nonché appunto il raccoglitore di anime.

L’atmosfera cupa e decadente ricorda vagamente Tito di Gormenghast di Peake. Ma come è prevedibile nelle situazioni in cui all’autore interessa maggiormente colorare l’atmosfera, la vicenda nasconde una povertà di idee e una prevedibilità intristente. La cosa si nota già a partire dall’effimera bellezza dell’idea della città sospesa sull’abisso con corde e catene.

Fin da prima di metà libro si intuisce non troppo difficilmente il ruolo di tutti i protagonisti (vivi o morti che siano) nella vicenda. Sembra rispecchiare un canovaccio consunto.

Unica nota positiva è che non lo rileggerò mai più.

Aspettavo l’uscita di questo libro. O meglio speravo che l’autore ne pubblicasse un altro.
Ho letto i precedenti (i Guardiani della Notte, I Guardiani del Giorno, I Guardiani del Crepuscolo) e mi sono sempre piaciuti molto.

Unire Mosca odierna e Edimburgo o Praga con storie millenarie di maghi e vampiri non sembra un’idea originale, invece l’autore riesce mirabilmente a renderla irresistibile (almeno per il sottoscritto).

Aver seguito il protagonista Anton Gorodeckij nelle altre sue avventure, ovviamente aiuta, ma c’è sempre qualcosa da scoprire che è appena oltre l’angolo dell’occhio.

Gli intrighi tra Tenebre e Luce, tra Patto e Grandi Maghi continuano a susseguirsi e a capovolgere l’ottica con cui vengono lette le vicende e la storia.

L’originalità quindi non è tanto nell’idea sottostante quanto nell’evoluzione e nella preparazione narrativa.

Uno stile asciutto, in questo libro quasi sempre in prima persona, permette una maggior partecipazione e immedesimazione col personaggio che spicca solo per acume non per coraggio o fascino.

In poche parole bello e consigliata tutta la saga di Sergej Luk’janenko.

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Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da libero.it

di Andrea Muti

Si chiama Kindle e ha già un sopranome: l’iPod dei libri: è il nuovo oggetto hi-tech con il quale Amazon si propone di rilanciare l’ebook. Kindle ha le dimensioni di un normale libro, ma può contenere i testi di 200 opere più altre centinaia in una memory card estraibile. Una biblioteca portatile che si può collegare a internet ed aggiornare online acquistando su Amazon. Jeff Bezos, big boss della libreria online più frequentata al mondo, lo ha presentato negli Stati Uniti e crede fermamente che Kindle possa superare l’impasse dell’ebook tradizionale che non è mai veramente decollato.

Con Kindle Amazon tenta la difficile missione di emulare ciò che Apple ha fatto con la musica attraverso l’iPod: un archivio personale di testi da consultare in qualsiasi momento con facilità e da aggiornare utilizzando i servizi a banda larga della telefonia cellulare. Kindle ha infatti uno schermo da sei pollici con la possibilità di modificare ei caratteri per facilitare la lettura, 30 ore di autonomia. Quanto alla verietà dei titoli Amazon da domani ne metterà a disposizione 80mila al 9,99 dollari ciascuno. Ma non finisce qui, Kindle, che viene venduto a 399 dollari in Usa, offrre anche la possibilità di leggere i maggiori quotidiani online (New York Times, Wall Street Journal, Washington Post e Le Monde) e per gli appassionati dei blog sarà possibile abbonarsi ad alcuni blog selezionati al costo di 1,99 dollari al mese. «I libri non sono morti. Cinque secoli dopo Gutemberg, Amazon reinventa la lettura!», parola di Jeff Bezos che con Kindle si è già guadagnato la copertina del prossimo numero di Newsweek.