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Le Iene Elettroniche

Le iene elettroniche

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Archive for July, 2007

Le vostre iene hanno tratto questa news da – OkNovara

Per la qualità della storia e l’importanza delle sue conseguenze, Civil War si segnala come un vero e proprio evento e rappresenta una scelta obbligata per chi debba consigliare una lettura a fumetti in questo periodo.
Si tratta dell’ultimo nato nella grande famiglia dei cross over della Marvel Comics, i cosiddetti “incroci narrativi” che coinvolgono tutti i personaggi della casa editrice di New York, e ci sono davvero molti motivi per consigliarne la lettura.
Uno, in primis: è davvero un buon fumetto.
Il governo americano chiede ai super eroi di non operare più in autonomia, ma di sottoporsi a una regolamentazione e a un censimento, vista la finalità pubblica delle loro iniziative.
Ciò scatena un’ autentica guerra civile, combattuta da due opposte fazioni di eroi, costituite da chi ritiene giusto agire sotto l’egida governativa e da chi invece lo ritiene un errore.
La risposta data da ciascun eroe alla richiesta ha per presupposto il concetto di libertà e sicurezza che ogni personaggio ha fatto proprio nel corso della carriera e delle proprie avventure.
Da quanto detto, emergono alcune delle prospettive dalle quali può essere affrontata la lettura di questa saga: ad esempio, la si può godere come l’ennesima cavalcata sul dorso dell’iperbole del mondo dei super eroi; la si può affrontare come riflessione sui limiti della libertà individuale nella società moderna; oppure, la si può considerare un tentativo di ritrarre la società americana di oggi.
E tutto ciò è possibile perché gli eroi di casa Marvel, nati nel 1961 all’ombra dello slogan “super eroi con super problemi”, non hanno vite poi così diverse dalle nostre, almeno fino a quando non indossano maschera e costume.
Mark Millar, l’abile autore di questa storia, ha tenuto conto di tutto ciò e ha costruito una trama intelligente, che si propone di rivoluzionare l’esistenza di molti dei più popolari personaggi dei comics, in modo da lanciarli verso altri anni di appassionanti avventure.
Alcuni di voi a questo punto storceranno il naso, pensando alla burla della morte di Superman di qualche anno fa, rivelatasi, più che altro, un’abile operazione commerciale più che una bella storia a fumetti, visto anche che Superman non è nemmeno rimasto defunto a lungo.
Ma non pare proprio che sia questo il caso.
Alla Marvel hanno saputo coniugare le esigenze dell’ufficio marketing a quelle del rispetto del lettore più appassionato, pur col fine di far scorrere nuova linfa nelle esistenze di eroi che hanno ormai decenni di vita editoriale sulle spalle.
Alla fine di questa vicenda, ritroveremo dunque totalmente rivoluzionati e irriconoscibili i nostri personaggi preferiti?
Beh, in ogni caso non dobbiamo nemmeno dimenticare qual è l’arduo compito a cui sono chiamati tutti gli scrittori di fumetti seriali: dare l’impressione che tutto cambi, affinché tutto rimanga lo stesso.
Non mi resta che augurarvi buona lettura.

Le vostre iene hanno tratto questa notizia da: PI

WebRunner, il Firefox per le web application
News
venerdì 27 luglio 2007

Mountain View (USA) – Molti ritengono che nel prossimo futuro le applicazioni web-based siano destinate a rimpiazzare buona parte delle attuali applicazioni desktop. Il problema è che i tradizionali web browser, infarciti di funzionalità d’ogni genere, sono poco adatti per svolgere il ruolo di ambienti di esecuzione di applicazioni web. Mozilla Foundation sostiene di aver colmato questa lacuna sviluppando WebRunner, un browser ai minimi termini specificamente pensato per far girare applicazioni online.

Basato sul codice di Firefox, con il quale condivide il motore di rendering e la tecnologia d’interfaccia XUL, WebRunner è un browser che fa a meno dei menù, delle toolbar e dei finimenti di un normale web browser. I suoi sviluppatori definiscono WebRunner un Site Specific Browser (SSB), ossia un’applicazione “con un browser integrato progettata per far girare una sola applicazione web”.

Rispetto a Firefox e ad altri browser, WebRunner si distingue anche per una migliore integrazione con il desktop, che gli permette di mostrare icone personalizzate per le singole applicazioni e di visualizzare notifiche, e la capacità di far girare ogni applicazione in un processo separato, così che il crash di una istanza del browser non causi la chiusura a catena delle altre web application.

WebRunnerMozilla ha spiegato che gli sviluppatori che desiderino personalizzare WebRunner per le proprie web application non sono costretti a ridistribuire versioni modificate del programma: possono semplicemente creare estensioni o script di dimensioni molto compatte.

L’elenco completo delle funzionalità implementate nell’attuale versione preliminare di WebRunner, e quelle di prossima implementazione, sono elencate in questo wiki. Qui si trova anche il link per scaricare WebRunner 0.5 per Windows, Mac OS X e Linux, la cui installazione comprende già i profili di esecuzione (con estensione “.webapps”) di GMail, GCalendar, GDocs e GGroups.

Il modo più semplice per creare un nuovo profilo è quello di aprirne uno esistente con un editor di testo e modificare pochi parametri, tra i quali l’indirizzo (locale o remoto) della risorsa. Il collegamento ai profili può infine essere copiato sul desktop, così che lanciare una web application risulti non dissimile dall’eseguire un qualsiasi altro software (a patto di disporre di una connessione ad Internet a larga banda).

Le vostre iene hanno tratto questa notizia da:www.cwi.it

Skype è stata giudicata colpevole da un tribunale regionale tedesco per aver violato la GNU General Public License (GPL), una decisione che potrà inflenzare il modo in cui le aziende apporcciano la confornità con la licenza open source in futuro.

In particolare, Skype ha violato la GPL nel modo in cui distribuiva un dispositivo voice over IP (VoIP), SMCWSKP100, che incorpora nel suo firmware il kernel Linux coperto da GPL. Il telefono è prodotto da SMC, obiettivo di una causa separata sulla quale non è ancora stato deciso, ma il tribunale ha notato che anche Skype era responsabile di soddisfare le condizioni della GPL perché ha venduto il telefono sul suo sito Web.

Il tribunale ha dichiarato che Skype ha violato la licenza per aver commesso l’errore di fornire una copia del codice sorgente agli utenti insieme al telefono, e per non aver fornito una copia della GPL stessa insieme al telefono. Skype aveva risposto alle accuse includendo con i telefoni un URL dove gli acquirenti potevano accedere alla GPL e al codice sorgente relativo. Il tribunale non ha ritenuto però questo sufficiente.

La GPL consente alle aziende di distribuire codice sorgente su Internet separatamente dai prodotti consegnati, ma solo sotto certe determinate condizioni, e il tribunale ha deciso che queste non erano state rispettate. La GPL richiede inoltre che gli acquirenti debbano ricevere il testo della licenza insieme al prodotto. La decisione rinforza il fatto che le aziende debbano aderire alle condizioni della GPL come con un qualsiasi altro contratto e che non sono consentite ‘inaccuratezze’, ha affermato la corte tedesca.

  Le vostre iene hanno tratto questa notizia da: Quo Media

Il produttore di personal computer Dell ha confermato l’uso del sistema operativo Linux sui suoi dispositivi, al posto dell’offerta di Microsoft Windows. È stato Mark Shuttleworth, tra i fondatori della versione del software Linux chiamata Ubuntu, a precisare che Dell si è detto soddisfatto della domanda di pc con sistema Linux lanciati a maggio. Attualmente sono due i tipi di computer equipaggiati con Ubuntu e targati Dell e, come aggiunto da Shuttleworth, “quello che è stato annunciato finora non è l’intera gamma di quello che vedremo nelle prossime settimane o mesi”. Una portavoce di Dell, Anne Camden, non ha voluto fare commenti, dicendo che la società non discute di prodotti in fase di produzione, aggiungendo che la società è contenta della risposta dei clienti ai suoi pc Linux.

D-WAR

Jul 27

Le vostre iene vi presentano il trailer di questo film (se non sbaglio coreano), dove Draghi, e animali simil preistorici invadono la terra!

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da: Il Sole 24 ORE

Vendite iPhone «deludenti», titoli Apple e At&t penalizzati

Il titolo At&t sostenuto dai conti trimestrali grazie a wireless e internet, ma non esaltato (altalena sulla parità, intorno ai 40 dollari per azione) da quella che doveva essere l’arma letale, lo stra-annunciato iPhone di Apple. La Mela, dal canto suo, alla vigilia della presentazione dei risultati trimestrali, ha perso il 5% nei primi scambi a New York, per poi recuperare leggermente, poco sotto il 3%, sui segnali che la richiesta per il nuovo telefono multi-task (un iPod che telefona, soprattutto) non raggiungerebbe le aspettative spaziali degli investitori.

La cartina di tornasole? Le attivazioni del servizio da parte della controllata wirelles di At&t, Cingular, vettore telefonico esclusivo dell’ultima creatura di Steve Jobs, sono «deludenti» ha dichiarato Gene Munster, analista presso Piper Jaffray & Co., secondo cui il produttore di Cupertino (California), dal via alle danze del 29 giugno, avrebbe probabilmente venduto 200 mila dei nuovi apparecchi nel trimestre terminato a giugno, contro attese per il primo fine settimana comprese tra i 400 mila e i 700 mila pezzi.

At&t, che ha sede a San Antonio, in Texas, ha reso noto martedì di aver attivato 146 mila telefonini nei primi due giorni di operatività dell’accordo. Non male, di per sé. Il punto è che la richiesta dei consumatori per l’iPhone ha segnato un «notevole calo» negli ultimi dieci giorni, secondo Cibc World Markets, il cui analista Ittai Kidron ha parlato di una certa disattenzione della clientela nei negozi a fronte di magazzini pieni. Considerazioni senza troppo valore stando agli analisti della banca elvetica Ubs, secondo i quali gli iPhone venduti nei primi due giorni sono stati «probabilmente molti di più delle attivazioni registrate da At&t». Gli investitori, quindi, è stata la raccomandazione di Benjamin Reitzes per Ubs, «non dovrebbero reagire impulsivamente». Altre cause del mancato boom delle vendite potrebbero essere state i ritardi negli ordini via internet e la relativa scarsità dei pezzi disponibili nei negozi At&t.

Il titolo Apple valeva 139,91 dollari, in calo del 2,64%, alle ore 19 italiane al Nasdaq di New York, dopo una flessione del 5,5% a 136,55 dollari nei primissimi scambi. I corsi della Mela morsicata vengono però da una lunga fase di crescita, dal momento che hanno guadagnato il 65% da inizio 2007. Lunedì hanno toccato un picco massimo di 145,22 dollari.

 LASTAMPA.it

MILANO
Pesci Slavisa, un informatico 36enne della provincia di Mantova avrebbe scoperto un altro dipinto dentro l’ “Ultima Cena” di Leonardo mentre sfogliava una rivista al cui interno c’era una riproduzione del cenacolo leonardesco :«Ho notato uno strano effetto, come un’ ombra…allora ho piegato la pagina, e ho cercato di guardarla in controluce, ma dietro c’era una pubblicità» cerca di spiegare Slavisa.

«Mi è venuta l’idea di scannerizzare il cenacolo e stamparlo su un foglio traslucido, per poi sovrapporlo, ribaltato, all’immagine originale: il risultato è un nuovo dipinto, con altre figure». Sulla destra, secondo Slavisa, apparirebbe un templare, e all’interno anche la figura della Madonna: «C’è una coincidenza di punti che a mio parere non può essere il frutto di una casualità – dice l’informatico mantovano – ma di un calcolo ben preciso di Leonardo, che io, tuttavia, non so spiegare».

Su quale possa essere il significato dell’altro dipinto, Slavisa non si pronuncia: «Non sono né un critico né uno storico dell’arte – ripete più volte – Saranno altri a dare eventualmente una spiegazione. Io mi limito a presentare quello che ho notato casualmente e che tutti possono verificare in maniera molto semplice».

È stato un amico, cultore dell’artista, a convincerlo a depositare dal notaio la sua scoperta, per poi renderla pubblica. «Ho fatto lo stesso esperimento con altre opere di Leonardo, come ad esempio il suo autoritratto – racconta Slavisa. Il risultato è lo stesso, anche se nell’ Ultima Cena è più evidente: Leonardo si divertiva a nascondere altre immagini dentro i suoi dipinti».

Non è d’ accordo Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura del comune di Milano, che nei confronti della presunta scoperta di Slavia è categorico: «Pur non avendo seguito la questione, penso sia una cosa totalmente priva di fondamento». Vittorio definisce «pura invenzione» la scoperta che l’informatico di Mantova dice di aver fatto, sovrapponendo al famoso dipinto di Leonardo la stessa immagine, ribaltata e riprodotta su un foglio traslucido.

«L’iconografia del Cenacolo – ha spiegato Sgarbi – è quella più classica ed evangelica. È impossibile che ci possano essere, nel dipinto, persone diverse da quelle che si vedono. Soltanto un ignorante come una capra può introdurre nell’Ultima Cena elementi che non siano di ortodossia assoluta. Le uniche variazioni al tema, in quell’opera, sono di tipo compositivo e riguardano le posizioni di Giuda e San Giovanni Evangelista» Sgarbi, che non ha perso l’occasione per polemizzare sulla decisione di consentire l’ingresso al Cenacolo a solo 25 persone alla volta, ha concluso: « Se c’è un’opera sulla quale non c’è niente da dire, se non che Leonardo l’ha dipinta male, è il Cenacolo. Se poi con lo specchietto retrovisore vedi o meno qualcosa, è il tuo punto di vista, ma non è nulla che abbia voluto Leonardo o che lui abbia pensato».

Così a distanza di quasi cinquecento anni dalla sua morte, Leonardo Da Vinci non smette di far parlare di sé e del suo inarrivabile genio.

Le vostre iene elettroniche hanno aggiornato la galleria dei video con un nuovo filmato INGAME relativo a Metal Gear Solid 4!

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da:THG Italia

Sony ha annunciato che il taglio dei prezzi – chiacchieratissimo per via della sua natura temporanea – ha portato un aumento delle vendite superiore al 135% secondo le analisi effettuate nei cinque grandi store americani analizzati.

Ricordiamo che il prezzo della console con hard disk da 60 GB è stato abbassato di 100 dollari, da 599 a 499 dollari, il 9 luglio scorso. In queste due settimane l’azienda ha rilevato una vendita totale di hardware Playstation maggiore del 161%, un aumento dell’acquisto di software del 15% e delle periferiche del 60%. Inoltre, e questo Sony ci tiene a farlo presente, le vendite erano già in salita prima del taglio di prezzo, secondo dati NPD Group.

Ricordiamo che la PS3 da 60 GB sarà disponibile in America fino a esaurimento scorte, dopodiché nel mese di agosto il titolo di unica console su piazza verrà tramandato al modello da 80 Gbyte, accompagnato da un prezzo di 599 dollari.

Per l’Europa si attendono annunci a breve, ma sottolineiamo quanto riportato il giorno della comunicazione dei primi tagli: gran mossa “commerciale” di Sony, che ha rischiato qualche polemica iniziale per fare cash subito. La base d’installato sale, le vendite di software anche: l’obiettivo è vendere 11 milioni di console per marzo 2008. Un obiettivo un po’ più facile per Sony?

Chi è stato un’appossionato come il sottoscritto del gioco LEMMINGS, non può che essere felice di sapere che è online una versione da giocare direttamente dal proprio browser! Senza bisogno di PLUGIN, tutto in javascript! Complimenti ai programmatori. PER giocarci clicca qui