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Le Iene Elettroniche

Le iene elettroniche

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Archive for November, 2007

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa news da tiscali.spettacoli

Il fenomeno Winx invade i cinema a partire dal 30 novembre. Le sei fatine alla moda (Bloom, Flora, Stella, Aisha, Musa e Tecna) che con la serie a cartoni animati ha conquistando il mondo, aspettano i fan nelle sale cinematografiche con la prima avventura in 3d: Winx Club – Il segreto del Regno Perduto. Nate nel 2004 le Winx si accaparrano130 paesi, diventano uno dei prodotti più venduti in Italia e in Europa. Contrariamente all’andamento del mercato delle fashion dolls stanno dando del filo da torcere alle più trasgressive Bratz e alle classiche Barbie. In due mesi sono state vendute, in Italia, oltre 50 milioni di figurine, mentre nel settore Dvd in 41 paesi sono stati venduti 10 milioni di pezzi. E pensare che le teen-fatine sono un prodotto made in Italy, sviluppato da Rainbow.
Alla luce del successo internazionale nasce dalla mente del loro inventore, Iginio Straffi, l’idea di portare le sue creature non solo in tv, non solo nei palasport con un musical che ha totalizzato 300 mila biglietti strappati, ma anche al cinema, costituendo la Rainbow CGI e investendo 22 milioni di euro (insieme a Rai Fiction) per un film d’animazione in grafica 3d. Sarà l’inizio di una nuova era per l’industria a cartoni animati italiana? Dopo l’uscita de L’apetta Giulia, primo lungometraggio in computer animation realizzato nel Bel Paese, non si è alzata più voce. Ci voleva un prodotto commercialmente appetibile e una forte distribuzione per tornare a “rischiare” nel campo del cinema d’animazione.
Le basi per un buon successo ci sono tutte: dal 30 novembre Winx Club – Il segreto del Regno Perduto verrà distribuito in oltre 600 sale da 01, cifra da capogiro che rimanda solo ai film della Disney o della Dreamworks. Non solo, anche in Francia uscirà in 750 copie, senza contare, come ci dice l’ideatore e regista Iginio Sraffi, che “è già stato venduto in Belgio, Spagna, Scandinavia, Germania, Singapore, Malesia, Filippine, Asia, ecc. Dovremmo anche arrivare in Inghilterra e negli Stati Uniti”, dove il fenomeno non ha attecchito tantissimo “forse perché le Winx sono troppo raffinate per quel pubblico”.
Le fatine portano gonnelle cortissime, mogliettine ben oltre l’ombelico, modelli che influenzano le giovanissime. “Il look fashion, alla moda ci è servito per far presa sulle ragazzine, ovviamente non c’è nulla di volgare o eccessivo – spiega Straffi – diciamo che questo rappresenta l’involucro dentro cui si sprigiona l’aspetto che a noi interessa maggiormente: il messaggio d’amicizia, d’onestà, il raggiungimento del risultato attraverso la propria caparbietà e non per vie secondarie. Credere in se stessi, nelle proprie capacità e nei propri sogni è ciò che conta”.
E’ quello che succede nel film a Bloom, la fata dalla fiamma del Drago, che deve salvare il regno di Domino e i genitori dall’oscurità del male. Ovviamente non potrà farlo senza le amiche inseparabili. Si sta già lavorando al secondo capitolo per il cinema, “è in fase di pre-produzione”, la quarta serie tv arriverà presto, ma la Rainbow CGI pensa anche a prodotti 3d che esulino dal fenomeno Winx. L’autore di Shark Tale e de L’era glaciale ci metterà lo zampino.

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Il Messaggero

ROMA (28 novembre) – È davvero difficile considerarlo un pianeta gemello della Terra, avvolto com’è da un’atmosfera impenetrabile di acido solforico, assolutamente privo di acqua e con temperature impossibili. Eppure, nel Sistema solare, Venere è il pianeta più vicino alla Terra non solo per la distanza, ma per il nucleo roccioso, densità, massa e composizione chimica. Lo dicono i dati raccolti nel primo anno di attività della sonda dell’Agenzia spaziale europea (Esa) Venus Express, entrata nell’orbita di Venere nell’aprile 2006.

Se i due pianeti si somigliano tanto, che fine ha fatto l’acqua su Venere? Che cosa ha generato l’effetto serra che ha fatto impennare la temperatura a 457 gradi? Sono le domande cui stanno rispondendo i primi dati raccolti dalla sonda, pubblicati questa settimana sulla rivista Nature in nove articoli. Le risposte, dicono gli esperti, potranno aiutare a comprendere il fenomeno dell’effetto serra anche sulla Terra.

È un’analisi scientifica nella quale l’Italia gioca un ruolo di primo piano con uno dei principali strumenti che permettono alla sonda di penetrare attraverso la densa atmosfera di Venere, Virtis (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), lo spettrometro italiano ad immagini progettato da esperti dell’ Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e realizzato per l’Agenzia spaziale italiana (Asi) dalla Galileo Avionica (gruppo Finmeccanica).

Le sorprese maggiori vengono dalle primissime immagini catturate dopo l’ingresso nell’orbita di Venere, quelle dei vortici che circondano il Polo Sud. Adesso è chiaro che si tratta di un doppio vortice, una gigantesca «esse» rovesciata che si estende per quasi 3.000 chilometri, pari alla distanza tra Sicilia e Scandinavia. Lo spettrometro Virtis ha ricostruito la mappa termica tridimensionale del vortice evidenziando al Polo una temperatura maggiore che all’Equatore. «Abbiamo scoperto che l’atmosfera al polo Sud ruota più velocemente che al Polo Nord», ha detto il responsabile del Virtis, Giuseppe Piccioni. In generale, ha aggiunto, «tutta l’atmosfera di Venere si muove molto velocemente, compiendo una rotazione completa in meno di tre giorni a causa di venti in quota fortissimi, che superano i 400 chilometri orari, e molto variabili. Un fenomeno ancora non ben compreso che viene chiamato super rotazione».

Nella parte più esterna dell’ atmosfera di Venere, fra 90 e 120 chilometri dal suolo, avvengono fenomeni di luminescenza e fluorescenza dovuti ai raggi solari che dissociano o eccitano le molecole di anidride carbonica, lasciando gli atomi di ossigeno liberi di ricombinarsi tra loro. Quando questo avviene sull’emisfero non illuminato, la radiazione infrarossa «illumina» la notte di Venere, mentre nel lato diurno Venere si trasforma in un’enorme lampada ‘a basso consumò che emette una luce intensa ma invisibile all’occhio umano.

Le indagini su Venere sono tutt’altro che concluse» prosegue Piccioni. «Sempre grazie alle riprese di Virtis stiamo ricostruendo una mappa della temperatura superficiale del pianeta per capire se c’è presenza di attività vulcanica». Il prossimo passo è comprendere e ricostruire, per via matematica, i meccanismi che hanno prodotto l’effetto serra che osserviamo oggi su Venere e «per avere preziose indicazioni anche sull’evoluzione dell’atmosfera terrestre, aiutandoci così a preservare – si spera – la vita sul nostro pianeta».

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da – Hardware Upgrade

La strada che porta alla diffusione del formato ad alta definizione in ambito casalingo è indubbiamente molto più impervia di quanto i produttori si aspettassero. La contrapposizione di due standard, HD-DVD e Blu-ray, che dura ormai da anni, ha costretto la clientela interessata alle novità tecnologiche ad attendere lo svolgersi degli eventi, rimandando l’acquisto di apparecchiature e contenuti HD a data da definirsi.

CDRInfo, così come altre fonti, riporta dati interessanti e abbastanza aggiornati per quanto riguarda il mercato europeo, ma non solo. Parlando in termini di supporti, Blu-ray detiene ben il 73% del mercato, lasciando la rimanente frazione del 27% allo standard HD-DVD. Fra i best seller Blu-ray vengono citati titoli come 300, Spider-Man 3 and Pirates of the Caribbean: At World’s End.

In Giappone la situazione per Sony è a dir poco idilliaca, in quanto il market share raggiunto dai registratori da tavolo HD, apparecchio molto diffuso nella terra del Sol Levante, parla di uno schiacciante 97% a favore di Blu-ray, lasciando ad HD-DVD solo le briciole. E’ quindi ormai chiara la scelta fatta dal pubblico, tanto da poter indicare un vincitore in questa eterna lotta per il settore HD domestico? La risposta è no; se le cose sono molto chiare in Giappone, lo stesso non si può dire per gli Stati Uniti, un mercato molto importante, così come in Europa, nonostante i numeri resi noti.

La situazione statunitense era infatti abbastanza simile a quella europea, almeno nei primi nove mesi dell’anno in corso. La decisione presa da Toshiba di commercializzare lettori HD-DVD a circa 198.00$, portati in offerta a 99.00$ da alcune catene della grande distribuzione, ha rimescolato le carte in tavola, come era logico prevedere. I numeri sono comunque ancora a favore di Blu-ray, anche negli Stati Uniti, ma la guerra in termini di prezzi sta facendo riguadagnare terreno, molto in fretta, al formato HD-DVD voluto da Toshiba.

I dati europei dunque vanno letti con una certa cautela, in quanto non è escluso che Toshiba possa giocare le stesse carte anche nel Vecchio Continente. L’esperienza insegna infatti come spesso sia proprio il prezzo di un prodotto a determinarne la diffusione, specie se il concorrente offre di fatto le medesime caratteristiche, ma ad un prezzo più elevato. Sarà quindi con grande interesse che attenderemo i risultati ottenuti in termine di vendite in occasione del CES di Las Vegas, che si terrà agli inizi di gennaio 2008 e permetterà di fare qualche bilancio immediatamente dopo il periodo natalizio.

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Il Sole 24 ORE

Un’auto che rallenta da sola, se non addirittura frena, in presenza di semafori, ostacoli, pedoni e altri veicoli in circolazione. Se ne è parlato tanto, ma ora è una realtà, quantomeno in casa Toyota, che ha presentato un sistema di sicurezza basato sulla comunicazione wireless tra l’automobile e gli elementi presenti nell’ambiente. Si tratta dell’ultima evoluzione del progetto Intelligent Transport System (ITS) del costruttore giapponese, già foriero del sistema automatico di parcheggio e dei sensori di prossimità installati su numerosi veicoli.

Ebbene, la tecnologia presentata all’Higashi Fuji Technical Center di Toyota Motor Company ha dell’incredibile. Scopo primario della tecnologia è di aumentare la sicurezza prevenendo il più possibile le collisioni causate da situazioni difficili. Ed è già tutto possibile: non un meccanismo proiettato al futuro, ma attuabile oggi purchè cartelloni, segnaletica, veicoli e pedoni siano dotato dell’apposito sensore wireless. Questa piattaforma impiega l’automobile come “concentratore” di messaggi audio e video. In prossimità di un ostacolo, semaforo o cartellone riceve le informazioni inviate via radio dall’oggetto e le tramuta in avvisi acustici o visuali per il guidatore, che a sua volta può agire con maggiore consapevolezza. Nelle simulazioni mostrate da Toyota, il sistema montato sull’automobile era in grado di intervenire direttamente sui comandi del mezzo, eventualmente riducendo la velocità o obbligandolo ad avanzare a una velocità considerata di sicurezza. Toyota spiega che questo sistema è stato studiato per evitare gli incidenti difficili da evitare con i tradizionali apparati di sicurezza, per questo è un meccanismo di cooperazione tra il veicolo e l’infrastruttura. Quest’ultima, che equivale a dire tutto ciò che circonda l’auto, deve essere “rispondente”, cioè dotata di un reparto radio che mette il segnale wireless adatto per essere trattato dai dispositivi installati sul veicolo.

I pedoni non sono esclusi dall’ecosistema, a patto che siano in possesso di un apparecchio adatto a segnalarne la presenza. L’Integrated Safety Management Concept di Toyota, al cui interno risiede il sistema descritto, è stato annunciato nell’agosto del 2006 e continua a essere al centro degli sforzi di ricerca e sviluppo dell’azienda nipponica. Questa ribadisce il suo impegno in tre aree: puntare sulla realizzazione di veicoli sempre più sicuri; contribuire a creare un ecosistema di automobili a basso rischio; educare i guidatori. Tutto ciò per raggiungere l’obiettivo di minimizzare i rischi di incidenti.

Fumetti ONLINE. La Virgin Comics ha presentato sul proprio sito internet la versione rifatta di Ramayan. Per maggiori informazioni: http://www.virgincomics.com/ramayan.html

Playstation Portable (PSP) slim batte PSP nelle vendite. La nuova PSP slim ha raggiunto un milione di esemplari venduti due settimane prima rispetto alla prima versione
 La PSP slim, più sottile del 19% e più leggera del 33% rispetto alla PSP classica, ha raggiunto un milione di unità vendute a soli due mesi dal lancio sul mercato avvenuto il 20 settembre. La prima PSP ha impiegato due settimane in più per raggiungere tale traguardo. Questa notizia diffusa dalla stessa Sony, significherebbe una piccola rimonta rispetto alle vendite della console Nintendo DS, quest’ultima infatti risulta più venduta grazie anche ad un prezzo inferiore. La versione slim della console PSP è stata realizzata per avvicinare questo tipo di prodotto anche all’utenza femminile; inoltre un utilizzatore più occasionale potrebbe utilizzare comodamente la console in sostituzione di un lettore video o mp3 e non solo come una piattaforma di gioco mobile

RSX destinato a rimpicciolirsi

Secondo un report di Nikkei, Toshiba sta progettando di passare il mese prossimo alla produzione di una versione del chip grafico di PlayStation 3, RSX, a 65nm. Attualmente, il chip è prodotto utilizzando un processo a 90nm, lo stesso dal lancio della console.

La riduzione delle dimensioni del chip porterà a costi di produzione minori ed un surriscaldamento limitato, contribuendo a prezzi più bassi per gli utenti e console più silenziose ed affidabili.

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Adnkronos

Roma, 26 nov. (Adnkronos) – Parte PosteMobile, il nuovo servizio con cui Poste Italiane diventa operatore mobile virtuale, lanciando una propria sim grazie alla quale il telefonino diventa una vero e proprio ‘portafoglio elettronico’ che consente anche di trasferire denaro in sicurezza in Italia e all’estero.

L’ingresso nella telefonia mobile della società è stato annunciato oggi, in una conferenza stampa, dall’amministratore delegato Massimo Sarmi che ha sottolineato come la nascita di PosteMobile ”conferma la capacità del Gruppo di innovare, valorizzando le proprie piattaforme tecnologiche ed esplorando nuovi mercati”. Nel caso dei trasferimenti di denaro tramite telefonino ”Poste Italiane è un precursore a livello mondiale”.

Non solo chiamate telefoniche, dunque, con tre piani tariffari, ma anche possibilità di effettuare operazioni di pagamento o postali senza l’obbligo di recarsi allo sportello, nonché di ricaricare una carta prepagata postepay. E un sms, volendo, può diventare anche un telegramma.

”Su questo tipo di servizi – ha detto Sarmi – puntiamo molto anche perché come gli altri prodotti offerti da Poste sono semplici da usare, sicuri (per il trasferimento di denaro c’è un pin ad hoc e risulta più sicuro di quello effettuato da computer) ed economici”.

Il servizio, che per ora è declinato su carte prepagate, a metà del prossimo anno si rivolgerà anche ad altri segmenti di mercato con la modalità del post-pagato. ”Quindi per la fine del 2008 potremo essere in grado di fare offerte anche al mondo delle piccole aziende e delle imprese di grandi dimensioni” ha spiegato l’ad di PosteMobile Roberto Giacchi. L’obiettivo di qui a tre anni è di arrivare a quota 2 milioni di clienti con un impatto sui conti per 500 milioni di ricavi. Il break even è atteso dopo un anno dal lancio del servizio.

Nel sottolineare che ”l’andamento della gestione continua in modo positivo”, Sarmi ha osservato a tale proposito come ‘’sta cambiando il profilo” dei ricavi di Poste ”che si vanno a caratterizzare per servizi innovativi su cui puntiamo molto”. Quanto all’ipotesi di accordi con altri operatori di tlc, dopo l’attuale che è con Vodafone, Sarmi ha detto di ritenere che ci potranno essere altri soggetti ”interessati ad offrire servizi come il trasferimento di denaro e la ricarica di carte prepagate poste-pay, così come è possibile – ha aggiunto – che istituzioni bancarie possano volerci utilizzare per l’integrazione con il servizio telefonico”.

Il lancio di PosteMobile è ”ricco di significati”, ha detto il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni che nel corso della conferenza stampa ha usato per la prima volta il telefonino per trasferire denaro, nello specifico una donazione a ‘Save the children’. Il gruppo pur ”continuando ad essere fornitore del servizio universale che è la propria ‘ragione sociale fondamentale’ è diventato – ha sottolineato il ministro – una piattaforma tecnologica avanzata con la moltiplicazione e il dialogo tra i suoi servizi e questa è un’evoluzione molto importante”. Senza contare che il lancio di PosteMobile costituisce ”una nuova linea di business destinata a migliorare il conto economico dell’azienda”, ha concluso Gentiloni.

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da OkNovara

L’amico che mi accompagna spesso al cinema per vedere un certo tipo di pellicole, quelle più sanguinolente e d’azione, era molto perplesso nel vedere la mia faccia all’uscita dalla sala.
Una premessa doverosa giusto per far capire al lettore che, chi scrive, è un appassionato di film d’azione da ogni dove, tuttavia, quando le cose non “girano” bene, il sottoscritto si sente in dovere di analizzare al  meglio le pellicole in questione e, ove possibile, stroncarle anche un po’.
Certo, la trilogia di Bourne è qualcosa che fa parte di questa nuova decade del nuovo secolo in corso poiché un nuovo eroe è entrato (neanche troppo difficilmente) nell’immaginario collettivo…un eroe solitario, pieno di dubbi e perplessità ma addestrato a tutto e pronto ad ogni tipo di problema che gli si pone di fronte. Sa parlare tutte le lingue del mondo, ha tutti i passaporti del mondo, uccide a mani nude e usa ogni tipologia di arma da fuoco senza mai dimenticare le armi bianche. Sa districarsi da ogni tipo di blocco di polizia, sa usare ogni mezzo motorizzato e sa, ovviamente, anche usare una guida talmente spericolata che al Gran Premio di F1 farebbero a cazzotti per averlo.
Lui è Bourne, Jason Bourne.
James Bond pare alla frutta paragonato a lui.
L’ultimo eroe d’azione che qui finisce la sua corsa al box office (il quarto capitolo non è attualmente in programmazione presso la major produttrice) ci entusiasma con i suoi pugni, i suoi salti, le sue pistolettate e i suoi volti scavati dalla tristezza e dal dolore.
L’ottimo primo capitolo era a dir poco eccelso. Il secondo già annoiava. Il terzo…oserei definirlo inutile.
The Bourne Ultimatum dà un colpo di coda alla trilogia, spazza anche via un senso illogico che poteva ben restare nell’aurea di mistero del primo film e rimane giusto un ensemble di colpi di scena pressoché scontati e, gli inseguimenti, paiono proprio il secondo tempo del secondo film…insomma, tanti soldi e tanto baccano per nulla.
La storia? Non so se ci sia. Per chi ha visto il primo e il secondo lungometraggio, questa è esattamente la stessa trama ma meno densa di emozionanti novità. Per due ore lui corre, scappa, fugge e ammazza senza mai battere ciglio.
E poi ci si lamenta di Die Hard 4? Suvvia ma almeno McClane ci mette dell’ironia…qui si prendono troppo sul serio…e si rischia davvero di annoiare e disturbare lo spettatore.
Irreale e traballante, questo terzo capitolo segna la chiusura di tutti i dubbi di Bourne; finalmente scopre la verità su se stesso e sui piani della CIA. Ma allora perché volevano la sua pelle? Che sarà mai un progetto da “super uomo ammazza tutti senza pietà”? Credo che siano già stati fatti almeno venti film su questo tema…la CIA investe su uomini killer…embè? Farebbe più notizia se lo facesse l’Italia…
Va beh, ironia nera a parte mi sento di bocciare questo film ove l’unico momento d’estasi è un combattimento a mani nude iper realistico e girato talmente bene da far rabbrividire la pelle.
Il resto è noia.
Aspettate il dvd.
Marco Paracchini

Il film che conclude la trilogia di Borne.

Riassunto: Borne, ex agente segreto ora redento e memore delle proprie azioni, è ricercatissimo a causa delle informazioni che possiede. L’unico modo per uscirne è far emergere la verità (argomento questo trattato in modo superficiale e un po’ ipocrita) contro tutto e contro tutti o quasi. Ovviamente al fine  di avere qualche speranza di uscirne vivo.

Comunque il film, la cui trama è assolutamente classica (rasentando il prevedibile), è sostenuto da un ritmo elevatissimo che riesce egregiamente a tenere desta l’attenzione. QUesta è l’unica cosa positiva.

Certo, talvolta sembra un film sui supereroi dei fumetti… certe cose riescono solo a lui, allora teniamocelo buono… con buona pace della sospensione dell’incredulità.

Ovviamente per questo ruolo a Matt è richiesta l’espressività di un plinto del ponte sullo stretto di Messina… pertanto il film che è quasi solo azione, non ne risente …

Che dire, se piace la saga, il genere spystory estreme, o Matt potete andare a vederlo senza rimanere delusi altrimenti evitate.

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