Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa news da tiscali.spettacoli
Il fenomeno Winx invade i cinema a partire dal 30 novembre. Le sei fatine alla moda (Bloom, Flora, Stella, Aisha, Musa e Tecna) che con la serie a cartoni animati ha conquistando il mondo, aspettano i fan nelle sale cinematografiche con la prima avventura in 3d: Winx Club – Il segreto del Regno Perduto. Nate nel 2004 le Winx si accaparrano130 paesi, diventano uno dei prodotti più venduti in Italia e in Europa. Contrariamente all’andamento del mercato delle fashion dolls stanno dando del filo da torcere alle più trasgressive Bratz e alle classiche Barbie. In due mesi sono state vendute, in Italia, oltre 50 milioni di figurine, mentre nel settore Dvd in 41 paesi sono stati venduti 10 milioni di pezzi. E pensare che le teen-fatine sono un prodotto made in Italy, sviluppato da Rainbow.
Alla luce del successo internazionale nasce dalla mente del loro inventore, Iginio Straffi, l’idea di portare le sue creature non solo in tv, non solo nei palasport con un musical che ha totalizzato 300 mila biglietti strappati, ma anche al cinema, costituendo la Rainbow CGI e investendo 22 milioni di euro (insieme a Rai Fiction) per un film d’animazione in grafica 3d. Sarà l’inizio di una nuova era per l’industria a cartoni animati italiana? Dopo l’uscita de L’apetta Giulia, primo lungometraggio in computer animation realizzato nel Bel Paese, non si è alzata più voce. Ci voleva un prodotto commercialmente appetibile e una forte distribuzione per tornare a “rischiare” nel campo del cinema d’animazione.
Le basi per un buon successo ci sono tutte: dal 30 novembre Winx Club – Il segreto del Regno Perduto verrà distribuito in oltre 600 sale da 01, cifra da capogiro che rimanda solo ai film della Disney o della Dreamworks. Non solo, anche in Francia uscirà in 750 copie, senza contare, come ci dice l’ideatore e regista Iginio Sraffi, che “è già stato venduto in Belgio, Spagna, Scandinavia, Germania, Singapore, Malesia, Filippine, Asia, ecc. Dovremmo anche arrivare in Inghilterra e negli Stati Uniti”, dove il fenomeno non ha attecchito tantissimo “forse perché le Winx sono troppo raffinate per quel pubblico”.
Le fatine portano gonnelle cortissime, mogliettine ben oltre l’ombelico, modelli che influenzano le giovanissime. “Il look fashion, alla moda ci è servito per far presa sulle ragazzine, ovviamente non c’è nulla di volgare o eccessivo – spiega Straffi – diciamo che questo rappresenta l’involucro dentro cui si sprigiona l’aspetto che a noi interessa maggiormente: il messaggio d’amicizia, d’onestà, il raggiungimento del risultato attraverso la propria caparbietà e non per vie secondarie. Credere in se stessi, nelle proprie capacità e nei propri sogni è ciò che conta”.
E’ quello che succede nel film a Bloom, la fata dalla fiamma del Drago, che deve salvare il regno di Domino e i genitori dall’oscurità del male. Ovviamente non potrà farlo senza le amiche inseparabili. Si sta già lavorando al secondo capitolo per il cinema, “è in fase di pre-produzione”, la quarta serie tv arriverà presto, ma la Rainbow CGI pensa anche a prodotti 3d che esulino dal fenomeno Winx. L’autore di Shark Tale e de L’era glaciale ci metterà lo zampino.













