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Le Iene Elettroniche

Le iene elettroniche

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Archive for December, 2007

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da – Pc Più F@cile

Samsung ha annunciato lo sviluppo di uno Schermo con tecnologia Oled (Organic Light Emitting Diode) con diagonale da 31 pollici: verrà presentato al prossimo Consumer Electronic Show 2008, che si svolgerà a Las Vegas dal 7 al 10 gennaio

Dopo i Display Lcd e al plasma arrivano quelli organici. La tecnologia Oled, acronimo di Organic Light Emitting Diode, non è una novità, ma fino a oggi è stata impiegata prevalentemente nella produzione di schermi di piccole dimensioni, dedicati a dispositivi elettronici portatili come riproduttori Mp3 e cellulari di fascia alta. Per il momento questa tecnologia ha ancora elevati costi produttivi, e ci vorrà del tempo perchè possa soppiantare plasma e Lcd : Samsung, che domina il settore degli schermi Tv ultrapiatti, cerca di anticipare i tempi annunciando la realizzazione di uno schermo ultrapiatto da 31 pollici con tecnologia Oled. Un prototipo di questo pannello è già pronto, e verrà mostrato pubblicamente al prossimo Consumer Electronic Show 2008, che si svolgerà a Las Vegas dal 7 al 10 gennaio.

Il nascente settore degli schermi organici fa gola a molti produttori: il mese scorso Sony ha iniziato a commercializzare Tv Oled da 11 pollici e mostrato un prototipo da 27 pollici. Samsung conta di commercializzare schermi Oled da 14 pollici a partire dal 2008, mentre per l’introduzione sul mercato di schermi con diagonali maggiori si dovrà attendere ancora un po’: Samsung non ha ancora dichiarato quando inizierà la produzione su larga scala del nuovo schermo, e neppure indicato un possibile prezzo.

La tecnologia Oled permette la realizzazione di schermi a colori caratterizzati dalla capacità di emettere luce propria: i pannelli Oled, a differenza degli Lcd, non richiedono alcuna retroilluminazione, il che permette la realizzazione di schermi sottili e a basso assorbimento energetico. A titolo di esempio, il prototipo realizzato da Samsung è spesso 4,3 millimetri, ovvero circa un decimo rispetto a un Lcd di pari dimensioni, e richiede meno della metà di corrente per funzionare. Sono già in fase avanzata di sviluppo gli schermi flessibili, che sono addirittura ripiegabili e arrotolabili: cosa resa possibile dai diodi organici a emissione di luce. Si parla di diodi in quanto lo strato di materiale organico impiegato nei pannelli Oled è monopolare, ovvero conduce corrente in una sola direzione, proprio come un comune diodo LED.

Il sito internet Previews ha annunciato che il publisher nipponico Tokyopop, specializzato in manga, pubblicherà il primo volume di una serie di fumetti dedicati a Hellgate London a partire da marzo.
Si tratta, dunque, di una graphic novel di 192 pagine basata sul recente action-RPG sviluppato da Flagship Studios. Precedentemente, il gioco era già stato soggetto di una trasposizione in fumetto, questa volta di stile occidentale, per la compagnia Dark Horse Comic.

Chi è sempre ligio al proprio dovere? Tradizionalmente le formiche; tuttavia anche le api sono organizzate e perfettamente disciplinate nei loro compiti.
Cosa accadrebbe se una ape, anziché essere contenta di apare tutta la vita (alias occuparsi dei propri lavori da api) decidesse prima di conoscere il mondo?

E se questa ape poi infrangesse e la regola più sacra che le api solitamente osservano, cioé quella di non parlare con gli umani?
E soprattutto cosa accadrebbe se tutte le api smettessero di apare insieme?

Il film risponde a queste domande in maniera abbastanza banale, con qualche situazione simpatica, qualche battuta divertente e poco altro, infatti è prevedibile, scontato sciatto e scipito.
Inoltre tecnicamente la realizzazione è grandemente inferiore a tutti i film di animazione che oramai siamo abituati a vedere; è inferiore anche a qualche film di una dozzina di anni fa, in confronto Toy story (pioniere del genere) era fatto meglio e aveva soprattutto più anima.

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 Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da – Tom’s Hardware

Finalmente Microsoft, seppure molto stringatamente, parla di Internet Explorer 8. L’azienda ha annunciato che una build interna del nuovo browser ha superato con successo il test Acid2. Questo risultato è importante, poiché prova che Microsoft sta seguendo gli standard nello sviluppo del nuovo browser. Ovviamente è facile accostare questa notizia con la recente diatriba aperta da Opera Software contro Microsoft davanti alla Commissione Europea.

L’annuncio di Microsoft serve a smentire le accuse di Opera, che riguardano la non completa conformità dei browser della casa di Redmond con gli standard web internazionalmente riconosciuti. A seguito dell’annuncio di Microsoft, Opera ha rilasciato una dichiarazione attraverso un suo portavoce:

“Ci congratuliamo con Microsoft per aver superato il test Acid2 con IE8. Apprezziamo gli sforzi degli sviluppatori nel raggiungimento di questo traguardo. Speriamo che IE8 riesca a superare il test anche quando sarà ultimato e non vediamo l’ora di testare IE8 con tutti gli standard web principali. La nostra denuncia alla Commissione Europea della settimana scorsa ha risvegliato molte discussioni sul valore degli standard web. Speriamo che questo sviluppo sia segno di un cambiamento nel cuore e nella mente di Microsoft sul supporto degli standard”.

Microsoft, a margine dell’annuncio, ha dichiarato che saranno svelati maggiori dettagli su Internet Explorer 8 dopo il MIX08 (che si svolgerà a marzo) e una prima versione beta sarà rilasciata entro la prima metà del 2008.

Le vostre iene hanno tratto questa notizia da – LASTAMPA.it

MILANO
Altro che “cervelloni” col pallino della matematica. L’abilità nel fare i conti a mente non è una prerogativa esclusiva degli esseri umani: sembra, infatti, che le scimmie siano “brave” come gli studenti di college. Lo hanno scoperto due neuroscienziate della Duke University, Elizabeth Brannon e Jessica Cantlon, autrici di uno studio pubblicato questa settima su “Plos Biology”.

«Sapevamo che gli animali possono riconoscere le quantità, ma non c’erano prove della loro capacità di eseguire operazioni matematiche, come le addizioni – spiega la Cantlon – Il nostro studio mostra che invece le scimmie possono farlo». Le ricercatrici hanno esaminato scimmie e studenti impegnati in test di aritmetica non verbale al computer: dovevano sommare i valori numerici di due serie di puntini e scegliere fra due opzioni, una delle quali riportava la somma aritmetica dei due insiemi da addizionare. Risultato? Per lo “scorno” degli studenti, le scimmie erano in grado di eseguire addizioni a mente in un modo molto simile a quello dei ragazzi.

La percentuale di errori, infatti, variava di poco: nel 94% dei casi gli studenti hanno fornito la risposta giusta, contro il 76% delle scimmie. Non solo. Le ricercatrici hanno scoperto che, a trarre in inganno ragazzi e animali, erano praticamente le stesse “trappole”. Queste scoperte, dicono le autrici dello studio, rinforzano l’idea che esseri umani e primati condividono un sistema cognitivo per l’aritmetica non verbale, che probabilmente riflette un legame di tipo evoluzionistico fra le rispettive abilità cognitive.

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Telefonino.net

Linus Torvalds, colui che ha iniziato lo sviluppo del kernel Linux, ritiene che nel 2008 grazie alla Google Alliance gli smartphone con Linux a bordo saranno maggiori rispetto a quelli attualmente in commercio.
Il creatore di Linux è fiducioso per l’anno a venire e spiega “Al momento non ci sono telefoni sul mercato. Non si possono ancora comprare ma penso che sarà possibile dal prossimo anno”.

Linux con il sistema GNU è entrato nella storia come valida alternativa ai sistemi operativi commerciali, infatti, Linux è un software libero.

Alcune settimane fa uno studio Informa intitolato “Open Source in Mobile, 2007 – 2012″ ha previsto che nel 2012 uno smartphone su quattro adotterà Linux come sistema operativo. Ad oggi sono più di cinquanta i terminali dotati di Linux giunti sul mercato, distribuiti da produttori come Motorola, NEC, Panasonic e Samsung.

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Corriere della Sera

Nasce «Knol»: l’anti-wikipedia
Anche Google lancia un servizio aperto ai contributi liberi. Che però saranno firmati

Google sfida Wikipedia sul suo stesso terreno, quello della conoscenza universale. Un nuovo servizio, chiamato «knol» (da «knowledge», ovvero conoscenza in inglese), permetterà, infatti, a chiunque di scrivere un articolo su un determinato argomento e di metterlo poi online, perché venga condiviso anche dagli altri utenti, sul modello di quanto già avviene con l’enciclopedia multilingue più famosa del web (più di 8 milioni di articoli presenti in 253 idiomi diversi). A differenza, però, di Wikipedia, che è totalmente anonima e gratuita, gli autori di Knol saranno citati con nome e cognome e potranno avere banner pubblicitari, incassando così una quota dei ricavi. «L’obiettivo – ha spiegato Udi Manber, ingegnere di Google, al Times – è quello di coprire tutti gli argomenti dello scibile umano, dalla scienza all’intrattenimento. Gli articoli saranno firmati dagli autori, che saranno responsabili dei contenuti, e ogni testo sarà corredato di commenti, note e foto realizzate dagli altri utenti.

«CONCORRENZA»- Su molti argomenti potranno poi esserci diversi Knol in concorrenza fra loro». Caratteristica quest’ultima che non si trova, invece, in Wikipedia, dove ogni «contributor» è libero di aggiungere quello che vuole a ogni singola voce, con tutti i problemi che ne conseguono, visti gli errori, spesso marchiani, che si trovano sull’enciclopedia.
«Ci sono milioni di spersone che hanno conoscenze utili – ha commentato ancora Manber – e che hanno voglia di condividerle. L’idea-chiave è di mettere in luce gli autori, perché conoscere il nome di chi ha scritto un determinato pezzo aiuterà anche gli altri che ne usufruiscono».
Attualmente ancora in una fase iniziale a inviti, Knol sarà aperto a tutti nel giro di pochi mesi. Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, si è, però, mostrato alquanto scettico sulla bontà del servizio messo online dal sito più famoso del mondo (260 milioni di utenti). «Mi chiedo se sia in grado di generare contenuti di qualità – ha rilevato Wales – e poi mi pare che gli articoli manchino di equilibrio, non hanno il tono neutrale di quelli di Wikipedia e, soprattutto, anziché ispirare la collaborazione fra gli utenti, puntano alla competizione».

Il film John Rambo – un’esclusiva Italian International Film distribuita da Buena Vista International – arriverà nelle sale italiane nel febbraio 2008, e Sylvester Stallone sarà a Roma per presentare il film come ultima tappa del suo tour europeo.
Venti anni dopo l’ultimo episodio della serie cinematografica, John Rambo si è ritirato nella Tailandia settentrionale, dove lavora, al confine con la Birmania, a poca distanza dal conflitto tra i birmani e i Karen, dove la guerra civile più lunga al mondo è arrivata al suo sessantesimo anno. Ma Rambo, che conduce una vita solitaria nelle montagne coperte dalla giungla, pescando e catturando dei serpenti velenosi da vendere, ha abbandonato da molto tempo i combattimenti. Tutto cambia quando un gruppo di missionari gli chiede di essere la “guida americana del fiume”. Dopo aver inizialmente rifiutato di spingersi fino in Birmania, Rambo accetta di accompagnarli. Quello che ne consegue è una discesa all’inferno sulla Terra.



Le vendite della console PlayStation 3 sono salite del 285% a livello mondiale, stando ai dati riportati da NPD Group, per il peirodo tra ottobre e novembre 2007.
In aumento anche gli utenti del servizio gratuito PlayStation Network, adesso più di 1,8 milioni secondo Sony nei soli Stati Uniti, con un totale di 34.5 milioni di download. Riguardo ai dati mondiali, 3 sono i milioni di utenti registrati al servizio online di PlayStation 3 e 60 milioni i file scaricati.

Media Create ha pubblicato la classifica delle console più vendute in
Giappone nel periodo compreso fra il 3 ed il 9 Dicembre 2007.

1. Nintendo DS 168.267
2. Wii 115.057
3. PSP 91.481
4. PlayStation 3 38.123
5. PlayStation 2 11.987
6. Xbox 360 8.876
7. Game Boy Advance 114
8. GameCube 46

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Spaziofilm

Codename 47
L’agente 47 è un misterioso killer a pagamento conosciuto e apprezzato dall’agenzia per cui lavora in virtù della sua perizia nel nascondere le tracce. Uccide con rapidità e senza dare nell’occhio, come fosse un fantasma. Finché un giorno incontra la bella Nika, la quale gli provoca dei disturbi psicologici tali da fargli tornare in mente dolorose istantanee del suo passato; nel frattempo, però, l’agente 47 è caduto vittima di una trappola – legata all’uccisione di Belicoff, candidato alle elezioni in Russia – e sulle sue tracce si mettono l’Interpol, i servizi segreti russi e tre killers che lavorano per la sua stessa agenzia…

Gentleman in smoking
Testa rasata, codice a barre tatuato dietro la nuca, guanti di pelle, cravatta rossa coperta da un cappotto nero, e camicia bianca a creare un contrasto quasi simbolico; chi mai poteva interpretare un personaggio così dannatamente affascinante preservando tutto il suo incredibile carisma? La produzione ha puntato su Timothy Olyphant e la scelta, dopotutto, sembra averli ricompensati.
La storia parte con l’incredibile visione onirica del passato dell’agente 47: l’Ave Maria di Schubert colora – col suo mottetto polifonico – frammenti dispersi dell’adolescenza del protagonista. Dall’incipit si ha come l’impressione di assistere a un forte cambio di registro, decisamente più consapevole e rispettoso nei confronti del mezzo videoludico. Particolare molto importante, le atmosfere sono incredibilmente fedeli alla creatura di IO Interactive, così come i cambi d’abito durante le missioni che tanto ricordano le fasi stealth dell’omonima quadrilogia interattiva. Timothy Olyphant (Die hard – Vivere o morire), per caratterizzare al meglio il suo personaggio ha evitato forti contaminazioni esterne – in particolar modo non ha badato alle aspettative degli stessi videogiocatori – per intraprendere una strada diversa e audace ma cercando, al contempo, di mantenere il carattere originale dell’agente 47. Le sue posture rigide, accompagnate da movenze quasi meccaniche volte a stabilire una continuità concettuale con il videgioco, dimostrano rispetto nei riguardi della fonte, ma ovviamente accentuano con forza la bidimensionalità dell’antieroe; come ciliegina sulla torta inoltre, non mancheranno divertenti autocitazioni.

Final stage
Visivamente la pellicola del francese Xavier Gens (regista di professione, videogiocatore per scelta) stupisce e galvanizza con moderata efficacia. Tuttavia la sceneggiatura di Skip Woods (Codice: Swordfish) non riesce a cogliere nei dialoghi l’anima da thriller che caratterizzava con forti tinte oscure la serie: la suspance cede così il posto alla confusione, il sentimentalismo fuori luogo infastidisce non poco e la velata ironia macchia il protagonista di un atteggiamento non suo; cercando per altro di sdrammatizzare una pellicola che, a conti fatti, trasuda violenza da ogni poro. L’ottimo accompagnamento sonoro diretto e orchestrato da Geoff Zanelli – il quale non ha fatto altro che seguire l’ottima base musicale intessuta dal compositore Jesper Kyd – si lega perfettamente alle azioni. Il montaggio, infine, dona ritmo e compattezza, nonostante sia evidente la precarietà della sceneggiatura.
Si ha l’impressione, giunti ai titoli di coda, che il regista non abbia preso spunto dal tipo di cinema commerciale che ha distrutto, in parte, trend di successo quali Resident Evil, Alone in the Dark o BloodRayne; piuttosto ha riciclato le basi concettuali di alcune delle migliori pellicole action per confezionare un prodotto che concedesse finalmente – sia allo spettatore occasionale che al videogiocatore accanito – un piccolo spiraglio di speranza. Dimostrando che, con un po’ d’impegno e tanta passione, i videogiochi possano regalare al cinema piacevoli soddisfazioni.

L’arte videoludica…
Su Spaziogames abbiamo segnalato (precisamente il 26 novembre) l’ennesimo attacco al mondo dei videogiochi mosso dal critico cinematografico Roger Ebert. Spinto dal commentare il film in questione, ha esteso il discorso affermando quanto segue: “Il film, diretto da Xavier Gens, è stato ispirato dal videogioco omonimo, best seller nella sua categoria, e fornisce un’eccellente dimostrazione della mia convinzione che i videogiochi non diventeranno mai una forma d’arte – mai, almeno non fino a quando non decideranno di trasformarsi in qualcosa di più o in qualcosa di completamente diverso”. Certo, valutando la qualità prettamente artistica delle ultime pellicole tratte dai videgiochi, come dargli torto? Tuttavia il discorso è ben diverso e leggermente più variegato; stando al suo rimprovero, la violenza ancora una volta sembra essere nel mirino di chi cerca a tutti i costi un capro espiatorio, provando a comprendere un’evoluzione dell’intrattenimento digitale che non gli appartiene (il caso Rule of Rose ne è un esempio lampante).
Eppure il cinema, nonostante sia una forma d’arte capace di affascinare le platee con prodotti artistici d’indubbio spessore, crea e distribuisce ogni anno tantissime pellicole violente (Hostel, Saw – L’enigmista,) e, nonostante questo, nessuno si è mai sognato di sminuirne le qualità. Credo sia dunque necessario catalogare i generi di appartenenza anche nel settore dell’intrattenimento, allo scopo di scindere prodotti forti quali Hitman e Resident Evil da opere d’arte quali Shadow of The Colossus, Okami o Zelda. Se in primis non c’è quindi la volontà da parte delle produzioni cinematografiche di adattare degnamente un prodotto d’intrattenimento per il grande schermo, parlare di arte, o anche solo accennarla, a mio avviso pregiudica la natura stessa della critica.