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Le Iene Elettroniche

Le iene elettroniche

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Archive for March, 2008

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Quotidiano Net

Robot – poliziotto in volo su su Miami
Così si combatte la criminalità

I droni ’spy in the sky’ sono già utilizzati militarmente in Iraq e Afghanistan. Se l”Amministrazione federarle dell’aviazione americana darà l’ok, sarà il primo caso di contatto con la popolazione civile.
La polizia promette: “La useremo solo in casi eccezionali”

di Luca Bolognini
Home Tecnologia
succ
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I droni Spy-in-the-sky New York, 27 marzo 2008 – Droni spia che volano senza ali potrebbero presto pattugliare i cieli di Miami. Quello che fino a pochi anni fa era uno scenario che si poteva leggere nei libri di fantascienza, potrebbe presto diventare realtà.
La polizia della capitale della Florida, infatti, potrebbe presto cominciare ad utilizzare la controversa tecnologia denominata “spy-in-the-sky”, nella sua lotto contro il crimine.

Sotto questo nome, si nasconde un drone, cioè un velivolo di piccole dimensioni in grado di volare senza pilota, messo a punto dalla Honeywell International. Il robot è capace di rimanere sospeso in aria e riprendere ciò che gli accade intorno attraverso delle telecamere. E quando è notte entrano in funzione dei sensori ottici ad infrarossi, che garantiscono la piena efficienza di questa macchina 24 ore su 24.

Se il drone riuscirà ad ottenere il permesso dell’Amministrazione federarle dell’aviazione americana, il dipartimento di polizia di Miami-Dade sarà il primo a potere sfruttare nelle aree urbane le potenzialità di questo robot, che pesa 6,3 chili, per combattere il crimine.
“Abbiamo intenzione di usarlo solo in situazione particolarmente delicate, e di sfruttarlo come un paio di occhi extra”, ha spiega il portavoce della polizia locale Juan Villalba. “Le caratteristiche del drone – aggiunge – ci saranno molto utili nelle nostre missioni: il fatto che possa essere riposto in uno zaino e che possa decollare o atterrare in verticale potrebbero aiutare le squadre Swat durante le operazioni che prevedono la liberazione di ostaggi”.

Questa tecnologia, che ricorda un aircraft, viene usata da anni in Iraq e Afghanistan . La divisione che si occupa di pattugliare i confini dal 2006 fa volare droni sul deserto dell’Arizona e dal 2007 sul confine con il Messico.

Quello di Miami potrebbe essere il primo caso in cui una tecnologia del genere potrebbe venire a contatto con la popolazione civile.
La preoccupazione per le possibili violazioni alla privacy sono alte. Numerose associazioni si sono già schierate affinché si arrivi a stabilire una serie di regole a tutela delle libertà individuali durante le operazioni di sorveglianza.

Luca Bolognini

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da PI

Roma – Lo scorso autunno i primi dettagli sullo sviluppo di Photoshop Express, il photo-editor online di Adobe, avevano destato molto interesse. Ieri l’applicativo è stato finalmente reso disponibile e preso d’assalto da migliaia di utenti.
Gratuità, funzionalità e spazio di archiviazione online di 2 GB sono solo alcune delle peculiarità del nuovo software; quello che conta è che il marchio leader del settore abbia deciso finalmente di scommettere sui client software gratuiti per immagini e sui servizi web.

Photoshop Express sfrutta le potenzialità di Flash Player 9.
Se inizialmente Adobe aveva pensato ad un semplice editor di immagini, nel tempo il lavoro si è concentrato anche sullo sviluppo delle funzioni di condivisione delle immagini e social networking, non a caso ci si ritrova con un collegamento diretto a Facebook.
“Abbiamo rilevato una convergenza di tendenze: un comune consumatore si sente sopraffatto dal numero di immagini disponibili e quindi desidera condividerle in modi nuovi e più interessanti”, ha dichiarato Doug Mack, vice presidente del settore consumer and hosted solutions di Adobe. “Siamo ormai arrivati ad un tale livello di diffusione della banda larga da consentire alla maggior parte dei consumatori di utilizzare soluzioni online avanzate e anche di avere a che fare con un servizio di archiviazione e uploading di immagini”. Di fatto Adobe ha realizzato una vera e propria infrastruttura back-end per non affidarsi a terzi. Un po’ come è avvenuto per il suo video-editor online Premiere Express.

L’obiettivo è di ampliare l’offerta con nuove funzioni opzionali a pagamento.
Il management statunitense ha già anticipato la prossima disponibilità di un servizio di stampa remoto, il supporto di formati multimediali, la possibilità di gestire file diversi rispetto allo standard JPEG e anche l’opzione per incrementare lo spazio di archiviazione. Inoltre, è già programmato il lancio del client offline basato su AIR (Adobe Integrated Runtime) che consentirà la gestione di ogni operazione di editing senza il bisogno di connettersi al web.

“Photoshop Express nasce per far fronte alle esigenze di chiunque utilizza le più comuni cam digitali”, ha aggiunto Mack. Si tratta evidentemente di una soluzione entry-level: il trasferimento delle immagini avviene tramite trascinamento, l’editing in pochi click e la condivisione come su una comune piattaforma web 2.0.

Geoff Baum, direttore della linea prodotti Adobe Express, sostiene però che anche gli utenti più smaliziati potranno rimanere soddisfatti.
“Abbiamo sfruttato le abilità dei migliori ingegneri che conoscono bene la tecnologia e i meccanismi che si celano dietro Photoshop; hanno riscritto alcuni algoritmi in ActionScript 3″ ha sottolineato il dirigente.

Chi utilizza Google Picasa, suggerisce qualcuno, potrebbe essere tentato da Photoshop Express. Il primo è certamente più veloce, ma la soluzione Adobe vanta maggiori funzionalità. Tra i tanti anche WebWare concorda ma avverte: siamo ancora dinanzi ad una Beta.
Dario d’Elia

Si commettono errori…

Ho visto il promo del film e incuriosito l’ho affittato…

Ho fatto male. Il film (con attori semi sconosciuti) ti getta subito nel vivo della trama ignorando ogni fase in cui solitamente si cerca di far partecipare lo spettatore ai drammi o sentimenti dei partecipanti. Tutto è dato per scontato, tutto è così superficiale che anche la sospensione dell’incredulità è stata sospesa, e presto!!

L’unica cosa decorosa sono gli effetti speciali, ma anche questi senza troppi ritocchi.

Non ci sono dialoghi credibili, info dumping da subito, trama banale, elicotteri da guerra e draghi con traiettorie impossibili e caratterizzati da una furbizia nulla.
Un film che da tutto per scontato, forse anche il fatto che alla prima occasione lo spettatore se ne andrà!

Evitate di perdere tempo

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Tre episodi per mostrare con ironia e amarezza la vacuità delle persone, declinata rispettivamente come pochezza, crudeltà e volgarità.

Verdone è magnifico soprattutto nel dipingere il sempliciotto e i coatti. Eccede a mio avviso nel creare il personaggio del professore, un po’ troppo sopra le righe, cogliendo però ugualmente nel segno, in merito ai vezzi e all’ipocrisia premeditata e coltivata.

il film è godibile e allo scrivente è riuscito a trasmettere l’imbarazzo .. di essere così.

Vi sono anche alcuni attori giovani. Alcuni meritano per aspetto e bravura (quanto meno promettenti- Martina Pinto-) altri un po’ meno (il figlio del professore).

Il film è sicuramente godibile divertente ma non rasserenante..

Consigliato

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Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Corriere della Sera

MILANO—«È il mio pianeta della fortuna», dice sorridendo Giovanna Tinetti all’University College di Londra. Infatti, indagando il corpulento oggetto «HD 189733b» che ruota attorno ad una stella della costellazione Volpecula, a 63 anni luce dalla Terra, ha scoperto nella sua atmosfera la presenza del metano.
Nel luglio scorso, sempre analizzando la sua luce trovava anche l’acqua. Mai prima d’ora sugli ormai numerosi mondi extrasolari (250 circa) sono state rilevate le due preziose sostanze, mattoni fondamentali per lo sviluppo di qualche forma di vita. «Il metano contiene carbonio— precisa Giovanna— cioè materia organica che in ambiente opportuno può favorire l’evoluzione verso la biologia.
È accaduto così anche sulla nostra Terra».

Nulla del genere è tuttavia ipotizzabile sul remoto pianeta «bollente » simile nelle dimensioni e nelle caratteristiche gassose al nostro Giove.
Il risultato viene spiegato oggi nei dettagli sulla rivista britannica Nature e dimostra la benigna testardaggine della sua scopritrice, frutto della passione. Giovanna si era appena laureata in fisica a Torino studiando l’infinitamente piccolo, le particelle atomiche, quando Michel Mayor dall’osservatorio di Ginevra individuava in cielo il primo pianeta attorno ad un’altra stella, la 51-Pegasi.
«La notizia suonò per me come una folgorazione — racconta — e da allora la mia scienza e il mio interesse sono dedicati solo a questi mondi lontani, ma non per trovarne di nuovi ma per vedere come sono fatti, che cosa nascondono e, soprattutto, se ci possono essere tracce di vita». Così Giovanna abbandona gli atomi e Torino dove era nata 35 anni fa, e vola Caltech, il Politecnico della California scivolando presto al vicino Jet Propulsion Laboratory della Nasa dove gli «altri» pianeti sono di casa.
E lì ha davvero toccato il cielo con un dito rimanendoci per dieci anni e preparandosi alla doppia scoperta, prima l’acqua e poi il metano.

Ma questa seconda è il frutto di un cambio di vita sempre comunque animata anche da altre passioni mai dimenticate come il suono della chitarra e la danza. «Volevo riavvicinarmi all’Italia, dove forse un giorno tornerò — racconta— e così, nonostante gli inviti a rimanere a Pasadena, ho accettato l’offerta dell’ University College di Londra che voleva organizzare un gruppo di scienziati dedicato all’affascinante ricerca. Io avevo il compito di guidarla e ci siamo subito messi al lavoro».
La caccia al possibile gemello della Terra è ormai una febbre che contagia gli astronomi nei cinque continenti. Ma è ancora un’ardua impresa perché nessun telescopio terrestre o spaziale riesce a fotografare questi corpi troppo lontani per le capacità umane. Infatti la loro esistenza si coglie indirettamente, analizzando le anomalie del comportamento della stella madre oppure le variazioni luminose della stessa stella. Per scovare il metano ha studiato, assieme a Mark Swain del Jet Propulsion Laboratory, gli spettri dell’astro raccolti nella lunghezza d’onda dell’infrarosso vicino, con il telescopio spaziale Hubble.

All’acqua, invece, era arrivata spulciando i dati trasmessi dal satellite americano Spitzer. E adesso si prepara alla prossima sorpresa. «Sto collaborando al nuovo telescopio spaziale James Webb che partirà fra cinque anni—conclude Giovanna —. Sarà lui, forse, a regalarci una vera rivoluzione perché il suo occhio sarà in grado di avvistare pianeti forse uguali alla Terra».

Giovanni Caprara

La trama ufficiale di Hulk 2

Ecco a seguire la trama ufficiale da The Incredible Hulk, pubblicata da Cinematical:

“Troviamo lo scienziato Bruce Banner (Edward Norton) vivere nell’ombra, setacciare il pianeta per un antidoto. Ma i guerrafondai che sognano di abusare dei suoi poteri continuano a non lasciarlo in pace, nemmeno il suo personale bisogno di stare con l’unica donna che abbia mai amato, Betty Ross (Liv Tyler).

Dopo essere ritornato alla civiltà, il nostro brillante dottore è spietatamente inseguito da Abominio (Tim Roth), una creatura da incubo, un misto di pura adrenalina ed aggressione i cui poteri coincidono con quelli di Hulk. Seguirà una lotta di proporzioni fumettistiche quando Banner dovrà contare sul suo eroe interiore per salvare New York City dalla distruzione totale.
Il 13 giugno 2008, uno scienziato dovrà compiere un’angosciante scelta finale – accettare una vita tranquilla come Bruce Banner o come la creatura che potrebbe diventare in maniera permanente: l’Incredibile Hulk”.

Come potete dunque leggere, la Universal punta il tutto per tutto, schiacciando l’acceleratore anche a costo di cestinare l’intero lavoro di Ang Lee, il cui film è stato apprezzato dalla critica ma non troppo dal pubblico.
Vi ricordiamo che le riprese di The Incredible Hulk, diretto da Louis Leterrier (regista della serie The Transporter) verranno realizzate a partire e dal 25 giugno a Toronto.

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Webnews

opo una fase di test relativamente lunga, Apple ha da poco rilasciato una nuova versione del suo browser Safari. L’applicativo per navigare in Rete sviluppato dai tecnici di Cupertino passa dunque alla edizione 3.1 ed è disponibile sia per i sistemi operativi Windows che per OsX. Messo a disposizione sul suo sito web, Apple non esita a etichettare il proprio browser come il più veloce strumento per la navigazione online al mondo.

Numerose le novità introdotte con la nuova versione di Safari, orientate principalmente a migliorare la compatibilità dell’applicativo con i nuovi sistemi di codifica del Web.
La versione 3.1 del browser supporta ora il linguaggio di programmazione HTML5 ed è in grado di gestire con più efficacia i nuovi tag legati ai contenuti audio e video. Gli sviluppatori di Cupertino hanno poi prestato particolare attenzione ai fogli di stile, introducendo il supporto per le animazioni CSS e i Web Fonts. Stando alle dichiarazioni di Apple, Safari sarebbe il primo browser ad essere pienamente compatibile con queste nuove soluzioni.

Come per le versioni precedenti, il punto di forza di Safari sembra essere ancora una volta la velocità di elaborazione delle pagine Web. Secondo i dati forniti da Cupertino, il browser della mela caricherebbe ogni pagina a una velocità quasi doppia (1,9) rispetto a Internet Explorer 7 e 1,7 volte più rapidamente di Firefox 2. Safari sarebbe inoltre in grado di gestire i JavaScript con una velocità sei volte superiore rispetto alla media dei browser maggiormente diffusi.

Sempre nella giornata di ieri, Apple ha anche rilasciato un aggiornamento di sicurezza per i suoi sistemi operativi Mac OsX consumer e Server.
La patch rilasciata, il cui “peso” oscilla tra i 50 e i 108Mb, pone rimedio a numerosi bug riscontrati in questi ultimi mesi. L’upgrade scongiura principalmente la possibilità di esecuzione di codice non autorizzato da parte di utenti malintenzionati e pone rimedio ad alcuni errori nella compatibilità degli applicativi. L’aggiornamento, automatico via “Preferenze di Sistema” o manuale attraverso il sito Web di Apple, è naturalmente consigliato a tutti gli utenti Mac.

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da il sole 24 ore

Dopo una serie di indiscrezioni circolate ghià nel mese di febbraio, è di questo fine settimana la conferma che anche Flickr avrà la sua sezione video.

La beta del servizio, stando a quanto riporta la stampa statunitense, è attesa per il mese di aprile.

Importante, tuttavia, è lo spirito che lo animerà.

Diversamente a quanto accaduto con Yahoo Photos, confluito in Flickr dopo l’acquisizione, non è in programma alcuna fusione di Yahoo Video con il servizio video di Flickr per non snaturare lo spirito che pervade la community.

Autenticità è la parola chiave alla quale si appellano gli oltre 23 milioni di aderenti. E proprio in nome dell’autenticità il servizio proposto non sarà in alcun modo una imitazione di YouTube.

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Repubblica.it

A due ricercatori bolognesi il premio “Nobel europeo”
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UNA gocciolina che scivola verso l´alto lungo una superficie liscia, sfidando la forza di gravità. Trasportata da macchine molecolari artificiali. E´ il progetto di ricerca nel settore delle nanotecnologie che ha portato due scienziati dell´Ateneo e del Cnr di Bologna, Francesco Zerbetto e Fabio Biscarini, a vincere il premio Cartesio, una sorta di Nobel europeo per la scienza assegnato ogni anno da Bruxelles ai protagonisti delle più brillanti scoperte scientifiche ottenute in collaborazione tra diversi paesi europei.
di Ilaria Venturi
Il gruppo dei due ricercatori, formato con le università di Edimburgo, Amsterdam, Groningen e il Centro per l´energia atomica di Parigi, ha vinto a pari merito con altri due gruppi europei.
 «L´effetto ottenuto è quello di una specie di tapis roulant molecolare che trascina la goccia. La forza esercitata dalle macchine molecolari è pari a molte volte il suo peso. Per questo e´ possibile farla procedere in salita», spiega Zerbetto, professore di chimica fisica del Ciamician. Dopo la laurea e il dottorato in chimica, ha lavorato in Canada, rientrando definitivamente a Bologna nel 1990. «Utilizzeremo il contributo del premio per fare assegni di ricerca per i giovani» annuncia il docente che coordina un gruppo composto da una decina di ricercatori, tra borsisti e assegnisti. La sfida è quella di costruire motori molecolari come quelli esistenti in natura. Tra le applicazioni future, il trasporto di farmaci all´interno di un organismo.

 Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da  Webnews

È terminata la fase di beta test su inviti del nuovo portale Hulu. Il sito di video online nato dalla collaborazione tra News Corp e NBC Universal debutta con la sua nuova versione pubblica, offrendo i propri contenuti ai numerosi internauti incuriositi dal nuovo servizio. Grazie agli annunci pubblicitari, l’offerta di Hulu è completamente gratuita e comprende alcune delle più importanti produzioni televisive e cinematografiche statunitensi, come Time Warner, Warner Bros TV Group e Lionsgate.

Al momento non fa parte della partita Viacom, che da alcuni mesi ha aperto una trattativa con i gestori di Hulu, ma senza giungere ancora a una soluzione in grado di accontentare le due parti in causa. Il nuovo portale video debutta con circa 250 serie televisive di successo, come “The Simpsons” e “The Office”, e con un centinaio di film, tra cui spiccano “The Big Lebowski” dei fratelli Coen e il classico “Some Like It Hot”, pellicola del 1959 con Marylin Monroe. A questi spettacoli si aggiungono poi numerosi spezzoni dalle principali trasmissioni televisive americane e gli highlight di numerose competizioni sportive.
La sfida che si proprone Hulu è molto ambiziosa. Il portale mira al crescente numero di internauti disposti a guardare film e programmi televisivi sugli schermi dei loro PC, generalmente dotati di una migliore definizione dell’immagine rispetto ai comuni televisori domestici. In pochi mesi, Hulu è riuscito a raccogliere intorno a sé circa cinque milioni di utenti, giunti sul sito seguendo il semplice passaparola della Rete. Un risultato molto promettente, ottenuto senza alcun investimento per il marketing e in una fase di test privata, aperta al pubblico attraverso il solo meccanismo degli inviti.
Un alto numero di utenti si riflette, naturalmente, sulle potenzialità commerciali di Hulu, che utilizza gli annunci pubblicitari come fonte privilegiata di guadagno. Nel corso dei mesi, la società ha elaborato numerose strategie per offrire agli inserzionisti un’ampia gamma di modalità per trasmettere i loro annunci sul portale. Agli utenti viene offerta, per esempio, la possibilità di selezionare quale pubblicità vedere, rendendo così gli annunci altamente personalizzati. Alcune grandi società come Nissan, BestBuy e il colosso Unilever fanno già parte del gruppo di inserzionisti che quotidianamente pubblicano le loro pubblicità su Hulu.

Hulu potrebbe conoscere un rapido successo nel corso dei prossimi mesi, raggiungendo l’ampio bacino dei soli internauti americani. Al momento, infatti, i video presenti sul portale sono visibili solo per gli utenti statunitensi.