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Le Iene Elettroniche

Le iene elettroniche

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Archive for October, 2009

Reggio Emilia, 6 settembre 2009:

Eccoci all’ultima tappa estiva del mini-tour dei Bastard Sons of Dioniso: tre ragazzi trentini, originari della Valsugana. Federico (il batterista del gruppo), Jacopo (il bassista) e Michele (il chitarrista). A questo punto vi chiederete: e chi canta? Cantano tutti e tre! Questa è una delle particolarità che li caratterizza e contraddistingue, infatti le parti vocali delle loro canzoni sono sempre polifoniche, ovviamente con una voce principale, che in genere è quella di Michele o di Federico nelle sessioni acustiche. Non crediate che siano degli strimpellatori alle prime armi, in realtà sono musicisti rodati, con all’attivo piu’ di 250 concerti tenuti nei posti piu’ disparati (dicono persino di aver suonato su un treno in corsa, nd).
Creatività, grande carattere e determinazione li hanno portati ad autoprodursi due album tra il 2006 e il 2007: Great tits heat! ed Even Lemmy sometimes sleeps.
Nel 2009 esce il loro primo singolo  “L’amor carnale”: una scarica di energia e originalità che fa ben sperare in un risveglio del rock made in Italy.

Con queste premesse partiamo per Reggio Emilia, riscaldate dal sole settembrino e dalla certezza che ascolteremo buona musica.
In tarda mattinata, arriviamo alla piazza dove si terrà il concerto e ci troviamo immerse nel fermento degli addetti ai lavori,che predispongono il palco per l’ half playback, e dei fan in trepida attesa. Ci fondiamo in quest’atmosfera elettrica, ma nelle nostre teste s’insinua il pensiero che, ancora una volta, la purezza del rock sarà contaminata dagli ingranaggi mediatici.
Restiamo in attesa, perdendoci nel tranquillo e splendido centro di Reggio fino a che non arriva il momento di tornare a controllare la situazione sopra e sotto il palco…Dopo pochi minuti arriva un anonimo furgone targato TN guidato da Federico, seguito in auto da Jacopo e Michele.
Ci chiediamo perché siano venuti in furgone e non accompagnati dagli organizzatori, come tutti gli altri cantanti…ci spiegano che, a differenza degli altri artisti, si esibiranno rigorosamente e totalmente dal vivo! (respiro di sollievo) quindi si sono dovuti portare da Trento tutti gli strumenti e il necessario per suonare live. Scaricano, montano, smontano e ricaricano tutto da soli… “mentre gli altri artisti sono già in hotel a dormire”.

La scaletta è stata breve, solo 3 canzoni…ma che grinta ragazzi! L’esibizione si apre con “The Happy Fake Surgeon” o “The Happy Fake”, (il titolo è ancora work in progress) una canzone a tratti “tranquilla”, con un riff di chitarra molto accattivante e un giro di basso davvero originale; il testo, invece, è al limite della sanità mentale! (“una serie di frasi prese a caso”, cit.) Il messaggio del ritornello comunque è ben chiaro: ‘I’ ll do it by myself, by myself, by myself, on my own’.
Seconda perla della serata è ‘L’ Amor Carnale’, singolo ormai pubblicato da qualche mese, sempre piacevole da ascoltare, soprattutto live dove acquista potenza e ‘voracità’. Singolare è che alcune radio di grande portata nazionale/internazionale che si definiscono rock al 100% hanno passato poco questo singolo, che  invece risulta essere tra i piu’ scaricati dal web e tra i piu’ trasmessi dalle emittenti minori.
Per chiudere, una vera bomba, un muro di suono che ti arriva dritto addosso: ‘Typical Pinè Night’, scritta da Michele e ‘dedicata’ a Pinè (piccolo paese della Valsugana). Schitarrate e ritmo incalzante, in questa canzone bisogna ’scavezzare’, come magistralmente ci mostrano i tre dionisiaci durante la performance.
Qualche sbavatura nell’esecuzione dei brani, ma tanta, tanta energia ‘allo stato puro’; un’irruenza, un’impetuosità per cui è impossibile stare fermi ma è imperativo muoversi, urlare e pogare. Cosa chiedere di piu’ ad un concerto rock? Sicuramente piu’ canzoni (l’organizzazione ha imposto una scaletta di soli 3 brani, ma sicuramente i Bastard si rifaranno nel loro prossimo tour invernale).
Dopo il concerto, grazie ai ragazzi della security, arrivano nel backstage decine e decine di pezzi di carta e foglietti per l’autografo. Ma noi non ci accontentiamo di un pezzo di carta “che probabilmente si perderebbe”. In modo non del tutto lecito, ci intrufoliamo nel backstage e, tra un autografo e l’altro, scambiamo qualche parola con loro e poi li lasciamo, con una punta di dispiacere ma felici e soddisfatte, a finire la serata con i loro amici.

Un grazie particolare a Federico, Jacopo e Michele per la loro musica, per la disponibilità, la gentilezza, la pazienza e la simpatia che li contraddistinguono.
In attesa di un loro vero concerto, ossia del tour invernale, ci ascoltiamo a tutto volume Great Tits Heat! (2006), Even Lemmy sometimes sleeps (2007) e l’Amor Carnale (2009).

Alessandra Stasia

Quentin Tarantino confeziona un film di guerra, spionaggio e vendetta utilizzando poche scene d’azione, ma intessendo una trama densa con dialoghi efficacissimi, pungenti e pieni di tensione e suspance.
La vicenda si svolge in Francia durante l’occupazione tedesca e ha vari protagonisti a causa delle classiche storie parallele che solo verso il finale si intrecciano in perfetto stile Tarantino.

I dialoghi sono curatissimi e sempre creano l’atmosfera giusta mostrandosi fondamentali per la prosecuzione del film e la conduzione delle emozioni dello spettatore verso il climax finale.
Mirabile, oltre alla bellezza di Diane Kruger, l’abilità di Christoph Waltz che interpreta il Colonnello delle SS Hans Landa con un misto di acume, crudeltà, perspicacia, ottusità, educazione e decoro stupefacientemente credibili.

Il film mostra i molti lati emergenti nell’uomo durante periodi difficili o travagliati, sottolineando a volte la crudeltà (qualche scena esplicita), altre la vendetta, altre semplicemente la voglia di agire, la vanagloria, la speranza di gioire.

Il film non è assolutamente un film storico giacché volutamente prende sentieri altri rispetto al dato reale, ma la vicenda è solo un pretesto per raccontare ( e raccontare bene ) cosa poteva succedere in situazioni analoghe con quei protagonisti.

Ciò non mi ha disturbato affatto né mi ha fatto sorgere dubbi sulle intenzioni eventualmentee politiche della produzione ma anzi rende più libero a mio avviso il regista di analizzare e raccontare senza paura di sporcare i ricordi e sentimenti altrui.
Consigliato

di Mauro Notarianni | 14-10-2009

Da Google arriva un modellatore di edifici 3D gratuito che consente di inserire edifici in Google Earth. Uno strumento in più per arricchire i contenuti distribuiti dalla “Grande G”

Google ha messo a disposizione un modellatore che consente di inserire edifici tridimensionali in Google Earth, contribuendo alla creazione di contenuti 3D. L’aggiunta di un edificio avviene in quattro passaggi: si sceglie la località facendo zoom sulla città usando un segnaposto e s’ingrandisce fino a scegliere l’edificio da modellare; successivamente, un semplice sistema di disegno consente di allineare i blocchi 3d alle foto fornite da Google avendo cura di selezionare il blocco che meglio rappresenta la forma dell’edificio, allineandolo agli angoli visibili nella foto (come accade per i mattoncini giocattolo, il sistema permette di utilizzare blocchi di forme differenti, dal classico parallelepipedo a blocchi che rappresentano diversi tipi di tetti).

Gli edifici sono creati da immagini aeree 2D. Queste immagini o fotografie sono state scattate da un aereo mantenendo l’asse della macchina fotografica inclinato rispetto al suolo per consentire di vedere, oltre ai tetti degli edifici, anche i lati; queste immagini, denominate “immagini oblique”, offrono una rappresentazione più realistica rispetto alle fotografie tradizionali con vista dall’alto (ortogonali).

Il modellatore consente di manipolare ciascun blocco per modificarne le dimensioni e l’orientamento, e combinarlo con altri blocchi al fine di creare una struttura corrispondente a quella rappresentata nelle foto aeree bidimensionali. E’ possibile associare un blocco ad un edificio, trascinarlo e collocare i relativi punti per adattare il blocco alla struttura selezionata nell’immagine.

Dopo aver collocato il blocco si passa ad un’altra immagine per allineare gli angoli che rappresentano la forma. Per ogni edificio si hanno a disposizione sei immagini in modo da ottenere la posizione e le texture più adeguate. Durante la fase di creazione è possibile visualizzare un’anteprima su Google Earth e salvare il modello (è possibile assegnare un nome e una descrizione per le gallerie d’immagini). Una volta terminato, il modello sarà esaminato e se accettato aggiunto a Google Earth e visualizzato eventualmente da milioni di utenti.

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da: http://www.macitynet.it/aggiornamac/aA40231/google_building_maker_modellatore_per_gli_edifici_3d.shtml

Un bambino timido, grande ammiratore dell’eroe esploratore del tempo, conosce una sua coetanea, anche lei aspirante esploratrice, molto più dimanica di lui. Da questo incontro nasce una storia d’amore. E per questo amore il nostro vecchiettino in pensione, rimasto oramai solo e messo alle strette da operatori immobiliari, cambia atteggiamento e decide di realizzare il sogno del loro matrimonio: abitare sulle favolose Cascate Paradiso.
Per questo orgnaizza casa e utilizzando i suoi strumenti di lavoro fa volare casa.
Ma in questo volo si intromette un bimbo aspirante giovanemarmotta-esploratore con il desiderio di aiutare una persona anziana a fare qualcosa.

Da queste premesse si sviluppa una storia dinamica piena di azione, esilarante e coinvolgente, con buoni sentimenti espressi con poesia e grazia.
Un bellissimo cartone con tormentoni e personaggi simpatici, cani parlanti mediante collari tecnologici e uccelli giganti in tecnicolor.

Una bellissima esperienza che mette giustamente in luce le conseguenze di una verità negata e l’enorme forza di un amore sincero.
Consigliatissimo 

http://www.omgpop.com/ è una comunità di videogiocatori Online, quello che vi serve è solamente il vostro Browser, Flash e una Banda Larga!
All’interno di questa comunità potrete disputare partite Online, chattare, registrarvi e guardare la vostra classifica generale!
Chissà magari ci incontriamo online in qualche partita!

Come sempre, le vostre iene elettroniche di fiducia!

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da blogo.it


Barrelfish OS, un sistema operativo open source da Microsoft
pubblicato: lunedì 05 ottobre 2009 da Lpt on fire! in: Open Source Microsoft

Avete sempre pensato che Microsoft non avrebbe mai rilasciato un sistema operativo sotto licenza open source? Qualcosa è cambiato.

Non si tratta ovviamente di Windows, ma di Barrelfish OS un nuovo sistema operativo sperimentale rilasciato sotto licenza BSD e sviluppato in collaborazione con l’università di Zurigo a partire dal 2007.

Lo scopo del progetto è quello di testare nuove funzionalità ed idee per il futuro. In Barrelfish ogni core del sistema ha un suo kernel e non si usa la memoria condivisa come nei sistemi operativi che si utilizzano normalmente.

Le vostre iene elettroniche hanno tratto questa notizia da Geekissimo

Google ha introdotto una funzione a lungo attesa per una delle sue apps più diffuse, Google Docs.

La funzione OCR ancora non è stata integrata all’interno di Google Docs, ma è accessibile attraverso questo link. Garantendo l’accesso ai vostri Docs sarete in grado di uplodare immagini in formato JPG, GIF e PNG fino ad un massimo di 10 MB.

L’immagine caricata e sottoposta al filtro OCR di Google si tradurrà in un Google Doc; il filtro dovrebbe essere in grado di analizzare con successo anche immagini “sporche”, anche se con la nostra prova, la foto con la camera di un iPhone 3GS di un foglio A4 con un semplice testo stampato, ha fallito del tutto.

District 9 è un film di fantascienza abbastanza originale. Gli alieni, infatti, non si palesano nelle classiche metropoli ma in Sud Africa. Il motivo per cui si manifestano sopra Johannesburg  rimane un mistero ma quello che si scopre presto è che non sono in grado di ripartire e che sono allo stremo delle forze.
La situazione viene gestita dapprima come una emergenza sanitaria-”umanitaria”, successivamente col passare degli anni (venti), come se gli alieni fossero immigrati clandestini con tanto di distretto (ghetto) a loro dedicato.

In questa situazione di totale inibizione (anche per genereare dei piccoli gli alieni sono costretti ad ottenere un permesso speciale) vi è un degrado degli ospiti tanto che quasi tutti perdono il senso delle gerarchie e relazioni sociali anche tra di loro, vengono anche spregiativamente chiamati “gamberoni”,  nonché attribuito loro ogni sorta di potere negativo.
Anche il fatto di avere tradizioni e gusti diversi, che ad esempio li porta a desiderare  ossessivamente il cibo per gatti, contribuisce a farli considerare delle cose da organizzare e gestire.
In tutto questo la ricerca sulla tecnologia extraterrestre ha la propria influenza.

Sicché a causa del loro aumento di numero l’agenzia deputata al controllo dei “non umani” su pressione politica decide di spostarli da quella che è diventata una baraccopoli in mano alla criminalità umana verso una nuova destinazione più controllabile.
Il protagonista umano della storia è appunto il responsabile dello sfratto di un milione e mezzo di “non umani”.

La vicenda permette quindi uno scambio di ruoli anche se non totale tra i protagonisti e questo alternarsi di punti di vista crea un interessante luce nuova su problemi classici della diversità e dell’uguaglianza nonché della possibilità di quest’ultima.

Il film dapprima è girato come documentario dello sfratto dei gamberoni, quindi con telecamera a mano, durante le operazioni al distretto 9, poi però anche se il documentario prende un altro percorso e altri protagonisti rimane ugualemente con lo stesso sitle. Ciò mi ha causato una visione sofferente del film alla ricerca di un punto stabile dello schermo su cui mettere a fuoco le immagini.

Nonostante non riservi clamorosi colpi di scena è piacevole e fresco anche se in alcune inquadrature alcuni particolari risultano un po’ pesanti per i delicati di stomaco.
Ovviamente non posso dire di più sulla trama ma solo che mi è moderatamente piaciuto.